Meloni invita Schlein ad Atreju: sul tavolo ci sono riforma elettorale e premierato

26.11.2025 23:15
Meloni invita Schlein ad Atreju: sul tavolo ci sono riforma elettorale e premierato

Il governo italiano affronta una nuova riforma elettorale e il premierato

Roma, 26 novembre 2025 – Nuova legge elettorale e premierato. Per la maggioranza sono le sfide da affrontare in quello che resta della legislatura per scongiurare il rischio dell’instabilità politica. Per le opposizioni si tratta, invece, dei due frutti avvelenati delle Regionali che “hanno fatto capire al centrodestra che può perdere e quindi ora corre ai ripari”. Rimettendo sul binario, innanzitutto, il premierato, finito nel dimenticatoio in commissione alla Camera da oltre un anno, dopo l’approvazione al Senato a giugno 2024, riporta Attuale.

In mezzo a tutto questo c’è un invito che potrebbe rimescolare ancora le carte: è quello rivolto alla segretaria del Pd Elly Schlein a partecipare ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia che si terrà dal 6 al 14 dicembre ai piedi di Castel Sant’Angelo, a Roma. Stesso invito due anni fa, e rifiuto netto. Anzi, dal Nazareno si ammonì che “il confronto si fa in Parlamento”. Stavolta l’approccio è diverso, Schlein è possibilista ma c’è una condizione: accetterà l’invito solo se si potrà confrontare direttamente con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La palla finisce quindi nel cortile di Palazzo Chigi e il primo a raccoglierla è Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fdi. “Se va bene a tutti – dice – visto che stiamo invitando tutti i leader dell’opposizione e hanno già quasi tutti accettato senza porre alcuna condizione, porterò questa proposta a Meloni e deciderà lei”.

Ma la giornata politica ha al centro un fatto. Su richiesta del governo è stato calendarizzato alla Camera il premierato. A gennaio arriverà in aula la riforma, considerata dalla stessa Meloni la madre di tutte le riforme, che punta a rafforzare il ruolo del capo del governo attraverso l’elezione diretta del presidente del Consiglio. L’opposizione protesta: “Gli esiti delle Regionali – osserva la capogruppo Dem alla Camera Chiara Braga – arrivano in Parlamento, il vero scossone è questo. Meloni alza subito la voce” e questo nonostante l’alleato azzurro “bocci” il nome del candidato premier sulla scheda.

La questione, ricorda il presidente del Senato Ignazio La Russa, alla presentazione di ‘Finimondo’, l’ultimo libro di Bruno Vespa, “è politica”, di per sé “i tempi ci sono”. Certo, ragiona, se si procedesse a un cambiamento così drastico della Costituzione “senza l’opposizione” sarebbe “un vulnus” e la maggioranza “di questo si preoccupa anche se la sinistra lo ha fatto”, quando era al governo. Bisognerà comunque mettere mano alla legge elettorale perché quella attuale potrebbe portare a “un pareggio”, quantomeno al Senato, e quindi a uno “stallo”. Che l’obiettivo sia quello di incassare la riforma entro il 2027 lo conferma il sottosegretario Giovan Battista Fazzolari: “Il premierato si completerà e poi verrà sottoposto al giudizio degli italiani”, con un referendum che si terrà nella prossima legislatura. Quanto al modello di legge elettorale il fedelissimo di Meloni ribadisce: proporzionale con premio di maggioranza e indicazione sulla scheda elettorale del presidente del Consiglio.

Le opposizioni sono in allerta. “Il combinato disposto tra il premierato e la legge elettorale Meloncellum – avverte il segretario di +Europa Riccardo Magi – è l’anticamera dei pieni poteri che tanto vorrebbe Giorgia Meloni”. Intanto il leader M5s Giuseppe Conte invita la maggioranza a non “lasciarsi dettare le iniziative politiche dall’ansia”. Il sospetto è che sia quella di perdere.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere