Meloni: la crisi del diritto internazionale è figlia della guerra in Ucraina e il governo sostiene i cittadini italiani bloccati nei Paesi del Golfo

02.03.2026 20:05
Meloni: la crisi del diritto internazionale è figlia della guerra in Ucraina e il governo sostiene i cittadini italiani bloccati nei Paesi del Golfo

Meloni difende Crosetto e affronta le crisi internazionali

La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo sostegno al ministro della Difesa Guido Crosetto, affermando che «non ha mai smesso di fare il suo lavoro». Durante un’intervista al Tg5, ha discusso anche della riforma della giustizia, caratterizzandola come necessaria e accusando i suoi detrattori di menzogna, riporta Attuale.

Meloni ha evidenziato le preoccupazioni globali, sottolineando la crisi del diritto internazionale come diretta conseguenza della guerra in Ucraina. Ha affermato che gli attacchi della Russia a un vicino non potevano che portare a un “stagione di caos“. In questo contesto, la premier ha commentato l’escalation in Medio Oriente a seguito degli attacchi coordinati tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sottolineando come l’Italia abbia cercato di ottenere un accordo solido sul nucleare iraniano, fondamentale per prevenire la proliferazione di missili con testate atomiche. Ha notato come il fallimento delle trattative abbia portato a mancanza di coinvolgimento dei partner europei da parte di Stati Uniti e Israele.

Il governo, nel frattempo, è attivamente impegnato nell’assistenza ai cittadini italiani bloccati nei Paesi del Golfo, con Meloni che ha ribadito la necessità di «contenere l’espansione della crisi», aggiungendo che non ci sarà alcun miglioramento finché l’Iran non interromperà gli attacchi contro i Paesi del Golfo, considerati «ingiustificati».

La minaccia terroristica e la sicurezza interna

Per quanto riguarda la sicurezza, Meloni ha sollevato preoccupazioni riguardo al terrorismo legato al fondamentalismo islamico, un fenomeno che «può manifestarsi anche attraverso azioni individuali». Ha insistito sulla necessità di mantenere alta la guardia. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica e ha confermato che tutte le agenzie, a partire dall’intelligence, sono mobilitate. Riguardo all’assenza di Crosetto nelle prime ore dell’attacco, Meloni lo ha difeso affermando che «non ha mai smesso di fare il suo lavoro».

La riforma della giustizia

La premier ha dedicato ampio spazio alla riforma della giustizia, respingendo le accuse secondo cui essa mirerebbe a sottomettere la magistratura alla politica. «Al contrario – ha affermato – essa limiterà il potere di Parlamento e partiti nell’indicare membri del Csm», proponendo un sorteggio tra candidati idonei per liberare i magistrati dall’influenza politica. Meloni ha inoltre difeso la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, considerandola un «rafforzamento dello Stato di diritto» e un modello comune in molti paesi europei. Ha anche sottolineato la necessità di istituire un’Alta corte disciplinare per valutare le responsabilità dei magistrati.

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