Meloni rivede l’impegno Nato del 5% per la spesa militare: «Obiettivo irrealistico»

19.05.2026 12:35
Meloni rivede l'impegno Nato del 5% per la spesa militare: «Obiettivo irrealistico»

Il governo italiano ha avviato un’inversione di rotta significativa riguardo agli obiettivi di spesa militare, a meno di un anno dalla firma del patto Nato per un incremento delle spese per la difesa fino al 5% del Pil, secondo quanto riportato da Attuale. Il centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, annuncia di voler rivedere questa ambiziosa meta, definita «irrealistica» nella mozione presentata in preparazione del dibattito sulla crisi energetica. Il passo indietro potrebbe porre tensioni nelle relazioni con gli Stati Uniti, in particolare con l’ex presidente Donald Trump, alleato ormai distante.

La spinta a rivedere l’obiettivo Nato del 5%

Secondo la mozione depositata al Senato, il centrodestra chiede di mantenere un impegno «realistico e credibile» nel contesto della NATO, confermando il raggiungimento del 2% del Pil per le spese militari e sollecitando una revisione degli obiettivi più ambiziosi, come il 5%, in considerazione della situazione economica e delle priorità nazionali. Il linguaggio utilizzato è netto, sottolineando che l’Italia di Meloni adotta una «visione pragmatica» che evita obiettivi irrealistici al 5%, e piuttosto potenzia le infrastrutture critiche e la sicurezza energetica. È evidente che il governo intende rivedere gli investimenti, come prevede il supporto bipartisan dei partiti di maggioranza.

Così il centrodestra rifa i calcoli su energia e difesa

La mozione evidenzia come l’Italia abbia già raggiunto nel 2025 l’obiettivo Nato del 2% del Pil, corrispondente a circa 45 miliardi di euro annuali. Riguardo al nuovo target del 5%, il governo chiarisce che esso si articola in due componenti: il 3,5% del Pil destinato alla «hard defence» e un ulteriore 1,5% per investimenti complementari in resilienza e tecnologie «dual use» per proteggere le infrastrutture critiche e garantire la preparazione civile. Il centrodestra sostiene che un impegno di tale portata non può essere affrontato con improvvisazione, suggerendo che si tratti invece di un’opportunità per modernizzare le infrastrutture critiche del Paese e rafforzare il settore industriale. Pertanto, il nuovo obiettivo di spesa potrebbe essere realisticamente fissato al 3,5% del Pil, rimandando temporaneamente la questione del restanti 1,5% di spese militari addizionali.

Nato e Ue, tutti gli impegni da rinegoziare

Il centrodestra sembra propenso a rinegoziare sia gli impegni di spesa sottoscritti in ambito Nato, sia quelli fiscali e di investimento in sede europea. La mozione invita il governo a «proseguire l’azione in sede europea per una maggiore flessibilità del patto di stabilità e crescita», richiedendo l’esclusione o deroghe per investimenti in sicurezza energetica e infrastrutture critiche per sostenere una crescita inclusiva e sostenibile. Le risorse fiscali volute da Roma per assistere famiglie e imprese contro l’aumento dei costi energetici serviranno anche a finanziare i nuovi obiettivi Nato. Meloni ha già evidenziato nella comunicazione a Ursula von der Leyen come la «sicurezza dell’Europa» debba tener conto non solo della capacità militare, ma anche della stabilità economica e sociale. La mozione sottolinea l’importanza di connettere capacità difensive nazionali e sovranità energetica, promuovendo la considerazione delle spese per infrastrutture energetiche nel computo delle capacità d’investimento per un’Europa in grado di influenzare lo scenario internazionale mediante una vera autonomia strategica.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere