Meloni si esprime cautamente sulla guerra in Medio Oriente durante il suo intervento in Senato

11.03.2026 15:05
Meloni si esprime cautamente sulla guerra in Medio Oriente durante il suo intervento in Senato

Giorgia Meloni riferisce in Parlamento sulla guerra in Medio Oriente, ma evita critiche dirette agli Stati Uniti

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha per la prima volta affrontato in parlamento la guerra in Medio Oriente, mantenendo un atteggiamento cauto e non affrontando apertamente il ruolo degli Stati Uniti e di Donald Trump. Nonostante le conseguenze del conflitto si facciano sentire su diversi fronti, Meloni ha correlato la situazione attuale a una più ampia crisi del sistema internazionale, riporta Attuale.

Durante la seduta del Senato di mercoledì mattina, inizialmente programmata per il 18 marzo, Meloni ha giustificato la sua presenza con la necessità di discutere la guerra, integrando questo tema con le comunicazioni sul Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo. Questa scelta è stata soprattutto una risposta alle critiche ricevute dalle opposizioni, che l’avevano accusata di minor coinvolgimento su un argomento così critico.

Le posizioni espresse da Meloni si sono caratterizzate come prudenti, evitando una condanna chiara contro Stati Uniti e Israele, che le opposizioni hanno invocato lamentando una violazione del diritto internazionale. Meloni ha affermato che le azioni intraprese da questi paesi avvengono in un contesto di crescente minaccia internazionale, delineando il conflitto a partire dall’invasione russa dell’Ucraina.

La cautela di Meloni è motivata dalla sua posizione come referente di Trump in Europa, rendendole difficile esprimere critiche severe, vista l’impopolarità dell’ex presidente statunitense e della guerra in corso in Italia. Nel suo intervento ha sottolineato che il conflitto è iniziato il 7 ottobre 2023 con l’attacco di Hamas a Israele, sostenendo che tale aggressione è stata possibile grazie al supporto iraniano al gruppo terroristico.

Meloni ha condannato apertamente solo il bombardamento della scuola elementare Shajareh Tayyibeh di Minab, in Iran, auspicando che le responsabilità di questo attacco siano accertate, con alcune inchieste giornalistiche che lo attribuiscono a un errore degli Stati Uniti legato all’utilizzo di mappe non aggiornate.

Per quanto riguarda i rapporti con l’Iran, ha indicato l’intenzione di valutare un ritorno alla diplomazia, sebbene ciò risulti impossibile finché continuano gli attacchi. Ha inoltre accennato al rimpatrio di 25mila italiani che prosegue in questi giorni e alle problematiche legate all’aumento dei prezzi del carburante, causato dalle tensioni nello stretto di Hormuz e dalle interruzioni nella produzione di petrolio.

Meloni ha confermato che l’Italia sta fornendo supporto aereo ai paesi del Golfo, sottolineando la presenza di cittadini italiani e soldati nella regione. Ha ribadito che l’Italia non intende partecipare agli interventi militari condotti da Stati Uniti e Israele.

In merito alle basi americane in Italia, Meloni ha affermato che queste sono disciplinate da accordi storici, sottolineando che qualsiasi richiesta di uso diverso dovrà essere valutata dal governo, informando che si consulterà prima il parlamento.

Ultimamente, ha dedicato parte del suo discorso alla situazione in Ucraina, alle questioni economiche legate al bilancio europeo e all’immigrazione, denunciando le difficoltà legate ai trasferimenti di migranti irregolari nei centri di rimpatrio in Albania.

1 Comment

  1. Che strano vedere Meloni così cauto… Sembra che cerchi di mantenerlo tutto in equilibrio, ma alla fine chi ci guadagna? La situazione è complicata e non si può ignorare il ruolo degli USA! Eppure, noi italiani vogliamo chiarezza e decisione, non giri di parole!!! È ora di prendere posizione, non di navigare a vista.

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