Fiorentina a rischio retrocessione: l’odio social colpisce i calciatori e le loro famiglie
La Fiorentina si trova in una situazione critica, con il rischio concreto di una retrocessione in Serie B in vista del centenario del club, previsto per agosto 2026. La città di Firenze è in preda alla collera e allo sgomento, temendo di cadere nell’oblio calcistico, mentre le minacce sui social si rivolgono non solo ai calciatori, ma anche ai loro familiari, riporta Attuale.
Un esempio recente è la moglie di Dodo, che ha ricevuto attacchi vergognosi dopo la sconfitta di sabato contro il Sassuolo. Questo ha portato a quattro denunce per minacce da parte di altre vittime. Il mondo del calcio reagisce con ipocrisia, ignorando un fenomeno purtroppo diffuso nell’era dei social media, dove individui tossici sembrano proliferare in situazioni sportive.
Anche la società Fiorentina ha avvertito la gravità della situazione. Commisso è negli Stati Uniti da quasi un anno a causa di problemi di salute, lasciando la gestione del club a un numero ristretto di dirigenti. Nella sede del Viola Park, rimangono solo il direttore generale Alessandro Ferrari e il ds Roberto Goretti, mentre Pradè si è dimesso a novembre.
In risposta alle minacce ricevute, la società ha espresso solidarietà: “Fiorentina esprime piena solidarietà e piena vicinanza ai calciatori e alle loro famiglie, a seguito delle inaccettabili e vergognose minacce ricevute”. Anche la sindaca Sara Funaro ha condannato fermamente i commenti sui social, definendoli “minacce e intimidazioni inqualificabili” che non hanno nulla a che vedere con i valori sportivi.
Il contesto ribolle, con Firenze e la sua squadra legate da sfide uniche. Lo stadio Franchi, un monumento dell’architetto Pierluigi Nervi, attende lavori di ristrutturazione che potrebbero non concludersi fino al 2029, in vista di Euro 2032. Nel frattempo, la Fiorentina sta vivendo un momento sportivo critico, con speranze di salvezza che si affievoliscono. La squadra, che ha investito oltre 90 milioni nel calciomercato estivo, deve affrontare statistiche scoraggianti: nessuna squadra senza vittorie nelle prime 14 giornate di A si è mai salvata.
Il 2025 si profila come un annus horribilis per il club, mentre i tifosi temono che questa situazione si protragga fino al 2026, riducendo il sonno di molti e alimentando le paure di una retrocessione ormai sul filo del rasoio.