Allerta in Italia: giovanissimi armati con coltelli e spray al peperoncino
Roma, 16 novembre 2025 – Ragazzi di 13-14 o 16 anni circolano armati, portando con sé coltelli o spray al peperoncino nella loro vita quotidiana, inclusi gli ambienti scolastici. Questo fenomeno, che mette in pericolo la sicurezza nelle scuole, ha già causato una serie di lezioni interrotte e studenti intossicati, da Bergamo a Pescara. Recenti circolari e ordinanze in città come Milano e Modena mettono in luce le preoccupazioni crescenti riguardo all’uso di armi bianche tra i minori, mentre l’allerta si estende a tutta Europa, riporta Attuale.
Per comprendere la gravità della situazione in Italia, è utile consultare l’accurato rapporto del Viminale sulla criminalità minorile e le gang giovanili del 2023. Le statistiche mostrano un incremento significativo delle segnalazioni a Genova, dove gli episodi di lesioni dolose da parte di minori sono aumentati del 55,70%; Milano ha visto un incremento del 49% e a Bologna si supera il 44%.
Il timore degli italiani cresce in relazione ai reati di strada. Secondo l’ultimo rapporto Censis-Verisure, uno su dieci possiede un’arma in casa. Oltre 26 milioni di cittadini credono che debba essere legale sparare a un ladro, mentre dieci milioni vorrebbero una maggiore facilità nell’acquisto di armi, e 25,5 milioni ritengono che le persone dovrebbero organizzarsi in ronde.
Emma Avezzù, procuratrice dei minori a Torino, afferma che è sempre più comune trovare giovanissimi armati, soprattutto di coltelli. “L’aumento dell’aggressività potrebbe derivare dal periodo della pandemia, in cui i ragazzi hanno vissuto un isolamento prolungato, ma anche dall’esposizione a contenuti violenti sui social media senza un adeguato controllo da parte dei genitori”, sottolinea. Avere un’arma, evidenzia, conferisce a questi ragazzi una falsa sensazione di potere, che è profondamente preoccupante.
Giuseppe Ignazio Iunior De Palo, pedagogista dell’Anpe, aggiunge che la violenza è diventata uno strumento di identificazione, soprattutto tra i giovani nelle metropoli. “La società è violenta in vari contesti e questo porta a una forte associazione tra sicurezza e uso delle armi”. De Palo propone un cambiamento nell’educazione, suggerendo che le scuole dovrebbero diventare luoghi di aggregazione e di valorizzazione della conoscenza, piuttosto che di repressione.
Riguardo alla maturità dei giovani, Avezzù nota un abbassamento significativo dei valori rispetto al passato, con molti minori incapaci di gestire impulsi e stati d’animo, un fatto aggravato dalla mancanza di un’adeguata guida da parte degli adulti. “Le famiglie devono assumersi maggiori responsabilità”, afferma, raccomandando di evitare di pubblicare immagini dei propri figli sui social, che possono diventare vulnerabili agli abusi.
Il comportamento dei genitori, dopo una denuncia per un atto violento del proprio figlio, tende spesso a essere difensivo, giustificando le azioni dei ragazzi e minimizzando la situazione. Avezzù espone un caso preoccupante: un episodio di aggressione a scuola con un coltello da parte di un minorenne di soli 12 anni. Questa reazione può essere altamente preoccupante, evidenziando la necessità di un controllo sociale e delle responsabilità da parte di chi vende alcolici, specialmente ai minori.