Misure a sostegno dell’editoria: vendere giornali nei bar

31.07.2025 06:15
Misure a sostegno dell'editoria: vendere giornali nei bar

Il Futuro della Carta Stampata nei Bar: Un’Opportunità da Sfruttare

Fortunatamente, alcune abitudini non si perdono facilmente: tra qualche anno potremmo sbarcare su Marte, ma attualmente, al mattino, ci concediamo ancora una passeggiata al bar. Un caffè, un momento di relax e la lettura di un giornale sono piccole gioie quotidiane. Tuttavia, durante il periodo del Covid, questa consuetudine è stata interrotta poiché la condivisione dei giornali nei bar era considerata a rischio contagio. Sebbene non ci siano segnalazioni di contagi dovuti a questa pratica, in alcuni bar i giornali non sono stati più riposti nei frigoriferi, privando i clienti di questo piacere. Il giornale si configura, quindi, come una delizia per i lettori e una sfida per gli editori. I clienti passano momenti gradevoli, si scambiano fascicoli e assorbono una quantità di informazioni molto superiore a quella di cui avrebbero bisogno, evitando così di visitare le edicole. Questo comportamento, sebbene allettante per i lettori, rappresenta un problema per gli editori, che vedono il loro lavoro penalizzato.

Nonostante ciò, sarebbe un grande errore rimuovere la presenza dei giornali dai bar. Anzi, potrebbe essere interessante espandere questa relazione vantaggiosa vendendo in modo strutturato e regolare quotidiani e riviste anche negli esercizi pubblici. Non si tratta di un obbligo, ma di una potenziale opportunità da valorizzare, poiché le edicole stanno diminuendo e molte di esse stanno sviluppando nuovi servizi come pagamenti e biglietterie. Un percorso simile potrebbe essere preso in considerazione anche per i bar, rendendo chiaro il motivo di tale proposta.

Il settore della carta stampata sta attraversando un periodo difficile in un contesto di trasformazione della comunicazione. Assistiamo a un’assoluta sovrapposizione tra la comunicazione informale sui social media e l’informazione tradizionale, la quale è vigilata e regolata. Pertanto, è essenziale tutelare i giornali, considerandoli un bene prezioso, una sorta di baluardo imprescindibile. Qualora commettano errori, devono pagare le conseguenze, ma se si trovano in difficoltà, meritano supporto. Non si tratta di beneficenza, ma di riconoscere e sostenere una funzione di interesse collettivo, analoga a quella di radio e televisioni, in particolare quelle locali. Infatti, quando nel recente decreto sul 2025 i fondi per le emittenti locali sono stati ridotti, è scattato un allerta per il settore, che è sido risolto grazie a un emendamento che ha garantito finanziamenti supplementari.

D’altra parte, il settore della distribuzione sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Se un giorno avremo a disposizione il nostro pranzo, portato da droni, anche i quotidiani e le riviste possono esplorare nuove opportunità di distribuzione, senza danneggiare i canali tradizionali. I supermercati sono già una realtà consolidata e i distributori automatici si stanno diffondendo. In un futuro prossimo, perché non vedere anche bar dedicati alla distribuzione di giornali? Così potremmo mantenere vive le buone abitudini: una passeggiata al mattino, un caffè e un rapido sguardo al notiziario mentre il nostro vicino legge le news nazionali. È decisamente preferibile avere un giornale o una rivista interamente a disposizione, soprattutto dopo una pausa caffè. Per i bar, si tratterebbe di un vantaggio commerciale indubbiamente vantaggioso, e per il governo, nessun onere finanziario, solo l’emissione di un semplice decreto. Ed è possibile realizzare questa piccola idea a costo zero.

In conclusione, il settore editoriale ha bisogno di supporto e nuove strategie per affrontare le sfide attuali. Incorporare la vendita di periodici nei bar potrebbe rivelarsi un passo fondamentale per il rilancio della carta stampata in Italia, riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere