Mojtaba Khamenei, nuovo leader supremo dell’Iran, invia il suo primo messaggio
Giovedì, Mojtaba Khamenei ha diffuso il suo primo messaggio da quando è diventato Guida Suprema dell’Iran, dopo la morte di suo padre, Ali Khamenei, a seguito di un bombardamento israeliano su Teheran all’inizio della guerra in Medio Oriente. Da quel momento, Khamenei non è mai apparso in pubblico; il suo messaggio è stato letto in televisione da un presentatore, mentre una foto del leader era visibile sullo sfondo, riporta Attuale.
Questa cautela riflette il timore di essere attaccato, poiché Israele ha dichiarato l’intenzione di eliminarlo. Domenica, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che il nuovo leader iraniano «non durerà a lungo». La comunicazione da parte di un ricercato è un momento di vulnerabilità, come sottolineato in vari analisi strategiche.
Nel suo messaggio, Khamenei ha reiterato un tono aggressivo, rivelando che il regime iraniano non intende cambiare la propria strategia nel conflitto. Ha dichiarato che lo stretto di Hormuz, vitale per le esportazioni globali di petrolio e gas, rimarrà chiuso e utilizzato come «leva» nella guerra. Inoltre, ha chiesto la chiusura di tutte le basi militari statunitensi nella regione e ha affermato che l’Iran continuerà a colpirle, nonostante consideri amici i paesi del Golfo Persico.
Khamenei ha promesso di «vendicare» gli iraniani uccisi, citando un attacco alla scuola di Minab, verosimilmente colpita per errore dall’esercito statunitense. Non si percepisce nel suo messaggio nessuna apertura per negoziati, contrariamente alle aspettative dagli Stati Uniti; anzi, il leader ha avvisato che, se necessario, potrebbero essere aperti «nuovi fronti» della guerra, includendo i suoi alleati regionali come Hezbollah e gli Houthi.
Khamenei ha anche accennato alla richiesta di risarcimenti dagli Stati Uniti, minacciando danni simili se le sue richieste non verranno soddisfatte. Non ha fornito dettagli sulla sua posizione o sulle sue condizioni di salute; recenti fonti suggeriscono che possa essere stato ferito in un bombardamento, con il portavoce del ministero degli Esteri iraniani che ha confermato la sua condizione, affermando che Khamenei «è ferito ma sta bene».
Prima della sua comunicazione, i canali social di Mojtaba Khamenei sono stati attivati, rimandando ai profili del padre. È stata condivisa un’immagine che rappresenta le tre Guide Supreme dell’Iran, servendo a sottolineare la continuità del regime e accompagnata da un messaggio che riporta: «Nel nome di Dio, il più magnanimo, il più misericordioso», che apre ogni sura del Corano e utilizzato frequentemente da Ali Khamenei.
Non ho parole… dopo la morte di suo padre pensavo che ci potesse essere un po’ di apertura, invece la situazione si fa sempre più tesa. Sarebbe ora che anche nel Medio Oriente si pensasse a un futuro di pace, non a nuove minacce. Troppo incredibile!!!