La Commissione elettorale centrale della Repubblica di Moldova ha registrato il 5 settembre 2025 il partito ultranazionalista e filorusso Moldova Mare per partecipare alle elezioni parlamentari. La decisione è stata presa dopo che la Corte d’appello aveva imposto la registrazione, confermata successivamente dalla Corte suprema. La CEC ha accettato la lista con 69 candidati e ha approvato simbolo e tesoriere per la campagna, avvertendo tuttavia che la registrazione potrà essere revocata se emergeranno nuove violazioni delle norme elettorali.
Contestazioni sulla composizione della lista
In precedenza, la CEC aveva respinto la domanda di Moldova Mare poiché nel registro figuravano persone condannate per reati intenzionali e violenza domestica. Dopo l’esclusione di questi candidati, la lista non rispettava più il requisito legale del 40% di rappresentanza femminile. I rappresentanti del partito, guidati da Victoria Furtună, hanno denunciato in tribunale un trattamento discriminatorio e l’impossibilità di correggere le irregolarità, ottenendo così la registrazione forzata.
Legami controversi e sospetti di blocco mascherato
L’autorità elettorale ha segnalato il rischio che Moldova Mare operi come un blocco politico camuffato, includendo ex membri di formazioni bandite, come Rinascita e Șansă, legate all’oligarca filo-russo Ilan Șor. Furtună ha replicato che questi individui sono entrati ufficialmente nel partito e non si tratta di un’alleanza occulta. Le autorità restano comunque vigili, riservandosi il diritto di annullare la registrazione.
Ideologia revisionista e rivendicazioni territoriali
Fondata nel 2007 come “Per il popolo e la patria” e ribattezzata nel 2020, Moldova Mare sostiene un’agenda revisionista e ultranazionalista. Da marzo 2025 è guidata da Furtună, ex candidata presidenziale ed ex procuratrice, che ha proposto l’espansione delle frontiere moldave e ha respinto la prospettiva di integrazione europea. A maggio 2025 ha rivendicato le terre storiche di Budjak, oggi parte della regione di Odessa, avanzando così pretese territoriali nei confronti dell’Ucraina.
Sanzioni internazionali e influenza esterna
Il 15 luglio 2025 l’Unione europea ha inserito Furtună nella lista delle sanzioni per i suoi legami con Șor e il blocco elettorale filorusso “Vittoria”. Il 28 agosto 2025 anche il Canada ha adottato misure restrittive contro attori moldavi accusati di interferenze elettorali a favore di Mosca, includendo la leader di Moldova Mare. Durante la campagna presidenziale del 2024, Furtună aveva ricevuto sostegno da rappresentanti della Chiesa ortodossa russa in Moldova, confermando l’influenza diretta di interessi esterni sul discorso politico della formazione.
Elezioni decisive per l’orientamento geopolitico
Le prossime elezioni parlamentari assumono quindi un significato cruciale per il futuro geopolitico della Moldova. Il Paese si trova di fronte a una scelta strategica: consolidare il percorso di integrazione europea e democratica oppure rischiare di ricadere nell’orbita autoritaria di Mosca. La presenza di Moldova Mare nel voto rappresenta un test importante per la capacità delle istituzioni moldave di resistere alle pressioni esterne e preservare la rotta europea.