Morte di una giovane medico a Dorgali: il lavoro eccessivo come causa della tragedia

26.09.2025 23:45
Morte di una giovane medico a Dorgali: il lavoro eccessivo come causa della tragedia

Tragedia nella Sanità: Muore Medico di Famiglia a Dorgali, Causa il Sovraccarico di Lavoro

Nuoro, 26 settembre 2025 – La morte di Maddalena Carta, medico di famiglia di 38 anni che operava a Dorgali, è stata descritta come “un’ennesima e inaccettabile morte sul lavoro” dal presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Fnomceo, Filippo Anelli. La dottoressa, che assisteva circa 1800 pazienti, è deceduta dopo aver ignorato un malessere, probabilmente per non lasciare da soli i suoi assistiti vista l’assenza per malattia di altri due medici di famiglia nella zona. “La giovane collega – afferma Anelli – è rimasta l’unica medico di medicina generale a presidiare una comunità di 5000 assistiti, i suoi e quelli di due colleghi. Una comunità che non ha voluto lasciare, nonostante il malessere che la attanagliava. Alla sua salute ha anteposto la cura dei pazienti, e questo le è costato la vita. Una morte sul lavoro. Lo Stato, in tutte le sue espressioni, ha il dovere e l’obbligo di mettere in atto provvedimenti per evitare morti come questa”, riporta Attuale.

Il decesso è avvenuto presso l’ospedale Brotzu di Cagliari, dove è stata trasferita in elisoccorso dopo che la sua situazione clinica si era aggravata, risultando inefficaci le prime cure ricevute all’ospedale San Francesco di Nuoro.

Il tema del superlavoro per i sanitari è emerso nuovamente, ricordando le difficoltà affrontate durante la pandemia di Covid-19, che ha visto numerosi decessi tra medici e infermieri a causa di turni massacranti. Inoltre, la carenza di personale in diverse aree del Paese ha portato a un’assenza di ferie o permessi, minacciando la continuità del servizio pubblico. La Fnomceo ha denunciato la situazione, evidenziando come sempre più territori siano privi del medico di famiglia, il che provoca enormi sovraccarichi di lavoro per coloro che restano. Anelli ha ricordato come la Cassazione abbia affermato la legittimità del risarcimento per il danno biologico legato al superlavoro del medico, stabilendo che “il limite dell’orario di lavoro deve coincidere con la tutela della salute”.

La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha evidenziato il “volto disumano del sovraccarico assistenziale”, sottolineando che la morte della dottoressa Carta deve servire come spunto per riflessioni sui carichi di lavoro dei medici di medicina generale. “La morte di questa giovane professionista – ha commentato la Società italiana dei medici di medicina generale (Simg) – è un monito per riforme e investimenti necessari per la medicina generale, baluardo del Ssn. Servono un sostegno concreto con personale amministrativo e infermieristico ma anche riforme pensate sulle esigenze dei territori”.

Secondo l’ultimo report Gimbe, l’Italia presenta una carenza di 5500 medici, con il 52% che vive un eccessivo carico di assistiti, e 7300 medici che andranno in pensione entro il 2027. La situazione non accenna a migliorare, specialmente a causa dell’invecchiamento della popolazione – gli over 80 sono triplicati dal 1985 ad oggi – che porta a un aumento dei bisogni di assistenza, mentre l’offerta di assistenza sanitaria diminuisce.

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