Marco Biagi: a 25 anni dall’omicidio, il suo pensiero rimane rilevante per il lavoro e la partecipazione

19.03.2026 09:15
Marco Biagi: a 25 anni dall'omicidio, il suo pensiero rimane rilevante per il lavoro e la partecipazione

Ricordando Marco Biagi: un’eredità ancora attuale

Roma, 19 marzo 2026 – È trascorso quasi un quarto di secolo dall’omicidio di Marco Biagi. Nonostante il suo pensiero non fosse in linea con la dimensione politicamente corretta del tempo, il suo ricordo persiste con crescente intensità. Questo è il risultato delle sue intuizioni e, paradossalmente, della mancanza di azioni concrete da parte delle istituzioni. Sebbene le accuse di essere stato un precarizzatore del lavoro siano svanite con la sua tragica morte, persiste in alcuni ambienti l’idea di un moderato eccessivamente attento agli interessi aziendali. In realtà, egli è stato emarginato proprio dalle organizzazioni imprenditoriali principali per essere scomodo alle logiche autoreferenziali della rappresentanza. Biagi ha sostenuto la più alta ambizione per i rapporti di lavoro, segnando l’importanza di elevare il valore dello scambio. È fondamentale che il lavoratore, chiamato a contribuire agli obiettivi aziendali con tutte le proprie capacità, venga preso in considerazione nei suoi meriti, aspirazioni e bisogni, senza semplificazioni, poiché ogni individuo è unico.

Con Biagi si è rinnovata la spinta dei padri costituenti per una disciplina che favorisca la partecipazione dei lavoratori, un processo recentemente avviato su iniziativa della Cisl. Tuttavia, la contrattazione di prossimità fatica a diffondersi; per rendere giusto valore a ciascun lavoratore, servono accordi decentrati e personalizzati. Questo comporta un impegno significativo da parte dei corpi sociali e culturali, specialmente quando è necessario abbandonare il facile egualitarismo che riduce i costi e i risultati. Marco Biagi era moderato nei modi, ma non nei suoi obiettivi. La sua cultura cristiana si basava sulla centralità della persona e sul principio di sussidiarietà, sia orizzontale che verticale. Non dovrebbe essere lo Stato, né i magistrati, a sostituire ciò che le parti negoziali potrebbero gestire meglio nelle aziende e nei territori con un approccio adattivo. In definitiva, era animato da una incrollabile fiducia nell’uomo, riporta Attuale.

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