Morte di Jesse Jackson, icona dei diritti civili americani
Jesse Jackson, figura emblematica della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, è deceduto oggi all’età di 84 anni. I figli hanno annunciato la sua morte, rivelando che l’ex candidato alla presidenza stava combattendo da tempo contro una malattia neurodegenerativa, evidenziando come fosse “un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”, riporta Attuale.
Il 17 luglio 1960, in un’America segregazionista, Jackson iniziò la sua inarrestabile carriera politica: fu arrestato a Greenville, Carolina del Sud, mentre tentava di accedere a una biblioteca pubblica riservata ai bianchi. La sua vita è stata un incessante impegno per i diritti civili degli afroamericani, culminato in due peggior candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, negli anni 1984 e 1988, durante l’era di Ronald Reagan.
Jackson fu parte integrante del movimento per i diritti civili, fondando l’organizzazione Operation Breadbasket nel 1966, su incarico di Martin Luther King Jr. Dopo la morte di King, Jackson continuò a lottare per l’emancipazione degli afroamericani e per i diritti delle minoranze. Negli anni ’70, la sua organizzazione Operation PUSH (People United to Save Humanity) divenne un pilastro della giustizia sociale.
Il reverendo Jackson, premiato con la Medal of Freedom nel 2000 da Bill Clinton, non fu solo un attivista, ma anche un negoziatore diplomatico. Le sue missioni internazionali gli valsero grande rispetto e autorità, come nel caso della liberazione di ostaggi e prigionieri in conflitti globali, tra cui il rilascio di 48 prigionieri politici cubani nel 1984 da parte di Fidel Castro.
Negli ultimi anni, la sua vita pubblica e politica iniziò a declinare, coincidendo con la sua lotta contro il Parkinson, diagnosticato nel 2017. Nonostante ciò, rimase attivo, sostenendo candidati come Bernie Sanders nelle primarie del 2020 e apparendo in sedia a rotelle alla convention democratica del 2024, prima che la sua malattia degenerativa peggiorasse.