Il 23 settembre 2025 il servizio d’intelligence estero russo ha diffuso dichiarazioni secondo cui la NATO starebbe preparando una presunta “occupazione militare” della Moldova per sostenere politiche anti-russe. Secondo queste affermazioni, l’Alleanza Atlantica avrebbe già inviato truppe in Romania, vicino al confine moldavo, e un contingente franco-britannico sarebbe arrivato a Odessa, in Ucraina. Mosca sostiene inoltre che, dopo le elezioni parlamentari moldave, potrebbero verificarsi provocazioni tali da giustificare l’ingresso delle forze europee nel Paese.
Accuse russe di manipolazione elettorale
Nei rapporti dei servizi russi si afferma che Bruxelles e Chișinău starebbero preparando “massicce falsificazioni” dei risultati elettorali. Una simile dinamica, secondo Mosca, spingerebbe i cittadini moldavi a protestare nelle strade, inducendo la presidente Maia Sandu a richiedere l’intervento di truppe straniere. Nelle accuse viene persino citato il calendario delle elezioni del Consiglio Supremo della Transnistria, previste per il 30 novembre 2025, come possibile momento di escalation.
Disinformazione come strumento politico
Le autorità moldave hanno respinto fermamente queste affermazioni, definendole parte di una campagna di disinformazione volta a destabilizzare la società e minare la fiducia nelle istituzioni statali. L’obiettivo, spiegano, è rafforzare i partiti filorussi e indebolire la democrazia moldava. La campagna si inserisce nella più ampia strategia di Mosca, che ha spesso utilizzato narrazioni simili per interferire nella politica dei Paesi vicini.
La posizione dell’Unione Europea
Anche l’Unione Europea ha ribadito che non esiste alcun piano di invasione della Moldova. Le voci diffuse da Mosca vengono considerate una “fabbricazione”, mirata a mettere in dubbio la legittimità del voto e a spaventare l’opinione pubblica. Bruxelles conferma il pieno sostegno al diritto del popolo moldavo di scegliere liberamente il proprio futuro e annuncia il rafforzamento della resilienza istituzionale e informativa del Paese contro manipolazioni esterne.
Paralleli con la guerra in Ucraina
Gli analisti sottolineano come le affermazioni sul presunto intervento NATO in Moldova ripetano lo schema già utilizzato contro l’Ucraina. Mosca diffonde narrazioni su una fantomatica “occupazione occidentale” per nascondere i propri piani di pressione politica e destabilizzazione regionale. Kyiv mette in guardia che la Moldova è ora al centro della stessa strategia di aggressione ibrida, parte di un disegno più ampio per minare la stabilità di tutta l’Europa orientale.