Darkness Falls on Moscow: Putin Imposes Complete Internet Blackout
Il buio digitale su Mosca è un chiaro segnale dello stato di insicurezza crescente che caratterizza la vita di Vladimir Putin. Da una settimana, il dittatore russo ha ordinato la sospensione totale della copertura di Internet mobile in tutta la capitale, una megalopoli con oltre 13 milioni di abitanti. Questa decisione, mai annunciata prima, è stata presa improvvisamente per “ragioni di sicurezza” non specificate e senza alcuna indicazione sulla durata, riporta Attuale.
Questa nuova stretta sull’accesso a Internet si aggiunge a misure simili adottate negli ultimi mesi dal Cremlino, che ha progressivamente ostacolato i collegamenti a servizi di messaggistica come WhatsApp e Telegram, e a piattaforme social come YouTube. Il blocco di Telegram ha addirittura creato difficoltà ai soldati russi sul fronte ucraino, dove questa applicazione era fondamentale per la comunicazione.
Con l’imposizione di un blackout digitale, l’accesso a internet e ai navigatori mobili è stato totalmente interrotto. Nella capitale, effettuare pagamenti nei negozi tramite carta o applicazioni è diventato impossibile, così come chiamare taxi o utilizzare servizi di consegna. Questo ha segnato un netto passo indietro di trent’anni, da quando Putin e gli ex agenti del KGB erano ancora giovani. Le perdite economiche per Mosca sono già stimate oltre i cento milioni di euro, dato il collasso di attività commerciali che dipendevano dalla connettività mobile.
Questa escalation del controllo sembra derivare dalla combinazione di paure personali di Putin e dalla sua consuetudine alla manipolazione politica con una ristretta cerchia di oligarchi. Il dittatore, traumatizzato da eventi passati, ha deciso di complicare la vita ai suoi nemici a costo di danneggiare l’economia di Mosca. Inoltre, le prossime elezioni federali per la Duma, previste per il 19-20 settembre, stanno conducendo il governo verso un internet controllato, limitando l’accesso a una “lista bianca” di siti autorizzati.
Tra gli interessi economici coinvolti c’è anche il banchiere personale di Putin, Stepan Kovalchuk, che controlla una piattaforma di messaggistica chiamata Max, l’unica rimasta operativa. Essa è gestita da persone molto vicine a Putin, dimostrando come la soppressione di altre piattaforme private serva anche a soddisfare l’appetito di un gruppo ristretto che circonda il presidente. Le ossessioni di questa élite, composta da ex agenti del KGB, influiscono pesantemente sulla vita di tutti i cittadini di Mosca, e più in generale della Russia, aggravando anche la situazione in Ucraina.