Mosca lancia la sua costellazione satellitare: il ‘Rassvet’ come alternativa a Starlink

24.03.2026 16:45
Mosca lancia la sua costellazione satellitare: il 'Rassvet' come alternativa a Starlink
Mosca lancia la sua costellazione satellitare: il 'Rassvet' come alternativa a Starlink

La Russia mette in orbita i primi satelliti della costellazione ‘Rassvet’

Il 23 marzo 2026 la Russia ha compiuto un passo significativo verso l’autonomia tecnologica nello spazio, lanciando con successo i primi 16 satelliti seriali della costellazione per telecomunicazioni ‘Rassvet’. I dispositivi, portati in orbita intermedia da un vettore Soyuz, sono stati presi in carico dalla compagnia spaziale privata russa ‘Bureau 1440’, che fa capo al conglomerato tecnologico IKS Holding. L’operazione segna l’avvio concreto di un progetto ambizioso: creare una rete satellitare nazionale in grado di fornire internet stabile alle regioni remote, alle ferrovie, all’aviazione e, non da ultimo, alle forze armate.

Secondo i piani resi noti, l’intenzione è di espandere il raggruppamento orbitale fino a raggiungere 900 satelliti entro il 2027. Per garantire una copertura accettabile sul territorio russo, saranno necessari circa altri dieci lanci riusciti del vettore Soyuz, ciascuno carico di nuovi componenti della costellazione. Questo sviluppo arriva in un momento delicato, segnato dal blocco effettivo dell’accesso ai servizi Starlink per le unità militari russe, una misura che ha acuito i problemi di comunicazione nell’esercito di Mosca e ha influito direttamente sui ritmi delle operazioni offensive nell’Ucraina orientale e meridionale.

Lo sviluppo del satellite ‘Rassvet’ è stato curato interamente da ‘Bureau 1440’, un’entità specializzata che opera all’interno di IKS Holding, gruppo noto per lo sviluppo di sistemi di archiviazione dati e strumenti tecnici per il contrasto alle minacce informatiche, impiegati anche per la filtrazione profonda dei pacchetti di dati nella rete internet russa (Runet). Recentemente, una figura di spicco ha assunto un ruolo dirigenziale nel holding: Boris Korolev, figlio del vice direttore del Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) Sergei Korolev, aggiungendo un ulteriore tassello di interesse strategico e di possibile collegamento con gli apparati di sicurezza dello stato.

Implicazioni militari per il conflitto in Ucraina

Il lancio dei primi satelliti operativi del sistema ‘Rassvet’ rappresenta una risposta diretta alla vulnerabilità logistica e di comando emersa nelle forze armate russe dopo la limitazione di Starlink. La creazione di un canale satellitare domestico e protetto potrebbe restituire alle unità al fronte un collegamento più stabile e meno dipendente dalle infrastrutture terrestri, spesso vulnerabili agli attacchi. Questo fattore, se sviluppato pienamente, aumenterebbe la resilienza e la capacità della Russia di condurre operazioni belliche prolungate, non solo in Ucraina ma potenzialmente anche in scenari di confronto con la NATO sul fianco orientale.

Uno dei vantaggi tattici più immediati riguarda la coordinazione dei sistemi a pilotaggio remoto (droni), che stanno sempre più definendo l’esito degli scontri sul campo. Un canale satellitare dedicato e sicuro migliorerebbe notevolmente il controllo in tempo reale degli UAV, la trasmissione dei dati di intelligence e la sincronizzazione con altri sistemi d’arma ad alta tecnologia, rendendo più efficaci e letali le operioni combinate.

Parallelamente, una rete satellitare autonoma offre a Mosca nuove opportunità per eludere i meccanismi occidentali di monitoraggio e intercettazione delle comunicazioni. Maggiore è l’autonomia del sistema di comunicazione russo, più difficile sarà per attori esterni tracciare, bloccare o destabilizzare i suoi canali di comando e controllo (C2), un elemento cruciale per la condotta della guerra moderna.

Autonomia tecnologica e strumento di controllo interno

Al di là delle immediate applicazioni belliche, il progetto ‘Rassvet’ incarna la volontà del Cremlino di ridurre la dipendenza tecnologica dalle aziende occidentali. Anche se inizialmente la qualità del servizio potrebbe essere inferiore rispetto a costellazioni come Starlink o OneWeb, nel medio termine questa infrastruttura potrebbe diventare un pilastro fondamentale per il rafforzamento della resilienza digitale e delle comunicazioni della Russia, isolandola ulteriormente dalle pressioni esterne.

Il progetto ha però anche una chiara dimensione interna e di sicurezza. La nuova infrastruttura potrebbe essere utilizzata per intensificare la censura, la sorveglianza di massa e il controllo digitale all’interno della Federazione Russa e nei territori ucraini occupati. In sostanza, Mosca non sta sviluppando un semplice servizio internet commerciale, ma una piattaforma tecnologica per la gestione autoritaria dell’informazione e del dissenso, estendendo il modello del ‘Runet sovrano’ anche allo spazio.

Questa capacità rafforza inoltre il potenziale russo nella guerra cibernetica. Canali di comunicazione protetti e alternativi forniscono vie più sicure per coordinare attacchi informatici e operazioni digitali offensive. Ciò potrebbe ampliare la cassetta degli attrezzi a disposizione di Mosca per colpire infrastrutture critiche, sistemi di trasporto, reti energetiche e comunicazioni non solo in Ucraina, ma anche negli Stati membri dell’Unione Europea.

Proiezione geopolitica di una costellazione ‘sovrana’

Il ‘Rassvet’ non è concepito esclusivamente per uso interno. Mosca potrebbe, in prospettiva, offrire questo ‘internet alternativo’ a quei paesi e regimi che cercano di ridurre la propria dipendenza dall’Occidente e di sfuggire agli standard digitali aperti promossi dalle democrazie liberali. In questo senso, la costellazione satellitare diventerebbe uno strumento di influenza geopolitica, creando una sfera tecnologica separata e allineata agli interessi del Cremlino.

L’operatività del sistema, confermata dal recente lancio dei primi satelliti, segnala quindi una svolta. Non si tratta più solo di piani annunciati, ma di un programma in fase di dispiegamento concreto. La sua realizzazione comporterebbe una significativa riduzione della leva di pressione che il blocco occidentale attualmente detiene attraverso il controllo delle tecnologie di comunicazione satellitare avanzata.

La corsa russa verso l’autosufficienza nello spazio delle telecomunicazioni rappresenta una sfida multidimensionale. Essa tocca la sicurezza militare in Europa orientale, la stabilità del dominio cibernetico globale e i modelli di governance digitale. Mentre i prossimi lanci di Soyuz porteranno in orbita nuovi satelliti, la comunità internazionale dovrà valutare le contromisure per preservare l’equilibrio strategico e contrastare l’uso di queste tecnologie come strumenti di aggressione e controllo autoritario.

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