Andy Murray, ex numero 1 del mondo e tre volte campione del Grande Slam, ha condiviso in un’intervista approfondita con GQ riflessioni sulla sua carriera, i trionfi e le sconfitte, nonché il costante confronto con i Big Three: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Murray ha rivelato di sentirsi sempre come il “+1” quando si parla dei Big 4, riporta Attuale.
Con tre titoli del Grande Slam all’attivo (Wimbledon nel 2013 e 2016, e US Open nel 2012) e due medaglie d’oro olimpiche (Londra 2012 e Rio 2016), Murray ha confessato: “Quando interroghi le persone su cosa desiderassero realizzare nel tennis da bambini, tutti dicono: ‘Oh, sognavo di vincere Wimbledon’. Non so quanto di questo sia vero, ma il mio sogno era di entrare nei primi 100 al mondo e di giocare nel circuito professionistico. Questo era il mio obiettivo principale, non raggiungere la cima.”
Murray e i Big 3 o i Big 4? La sua analisi della situazione
Murray ha avuto l’onore – o la sfortuna – di competere con i tre tennisti più importanti della storia: Djokovic, Nadal e Federer. Ha persino contribuito a far evolvere il termine da Big 3 a Big 4: “È sempre complicato, perché so che ciò che hanno realizzato quei ragazzi supera di gran lunga qualsiasi cosa io abbia riuscito a fare. Tuttavia, il motivo per cui le persone hanno iniziato a chiamarli ‘Big 4’ è legato al fatto che in tutti i grandi tornei, che si trattasse di Slam o Masters 1000, due, tre o addirittura quattro di noi erano sempre nelle fasi finali, competendo per vincere i titoli più prestigiosi. Quando ho subito l’infortunio all’anca nel 2017 ero al numero 1 del mondo e purtroppo non sono mai riuscito a tornare al mio livello.”
“Ci sono stati anni, dai 22 ai 29 – ha aggiunto Murray – dove ho partecipato alla maggior parte dei grandi eventi insieme a loro. Ho disputato match incredibili con tutti, con la costante opportunità di vincere. In molti modi, i fan del tennis che seguivano quell’epoca sapevano che era un periodo eccezionale, dato che tre dei più grandi giocatori di sempre erano attivi contemporaneamente. Purtroppo ero sempre considerato il più uno. Quando rifletto su quel periodo e ricordo che per conquistare il titolo di Wimbledon ho dovuto sconfiggere il miglior giocatore di tutti i tempi come Novak Djokovic, sono fiero di averlo fatto.“