“Khamenei designa tre possibili successori in caso di morte”

21.06.2025 15:05
"Khamenei designa tre possibili successori in caso di morte"

La successione all’interno della Repubblica islamica

Il fulcro della questione è il mantenimento della Repubblica islamica. Piuttosto che preoccuparsi del proprio destino, l’ayatollah deve garantire la continuità del regime, al quale ha dedicato gran parte della sua vita. Secondo fonti di Teheran, riportate dal New York Times, Ali Khamenei sarebbe attualmente rinchiuso in un bunker per timore di un attacco alla sua vita e ha iniziato a nominare sostituti per il suo comando militare, nel caso in cui i suoi principali collaboratori vengano eliminati. Per la guida religiosa, la sicurezza dello Stato è la priorità. Riporta Attuale.

Recentemente, Israele ha intensificato i raid contro i vertici della Repubblica islamica, uccidendo oltre venticinque alti funzionari in meno di una settimana. Questo ha alimentato le preoccupazioni di Khamenei riguardo alla sua incolumità. Secondo Vali Nasr, esperto di questioni iraniane presso la Johns Hopkins University, la necessità di preservare il regime è fondamentale in questo contesto di crescente insicurezza.

Le fonti segnalano che uno dei nomi che non è stato scelto tra i possibili successori è quello di Mojtaba, il secondogenito di Khamenei, considerato inizialmente come il potenziale erede. Le scelte strategiche che il leader sta compiendo mirano alla protezione della dittatura religiosa, in un periodo in cui i nemici del regime sembrano essere sempre più audaci.

In tempo di pace, la figura della Guida suprema è eletta dall’Assemblea degli Esperti, composta da 88 membri religiosi direttamente selezionati dal popolo ogni otto anni. Secondo la Costituzione iraniana, i requisiti del leader supremo includono essere un teologo e giurista islamico, nonché dimostrare giustizia, pietà, conoscenza del proprio tempo e una certa abilità nella gestione.

In questo clima di tensione, tante domande rimangono aperte circa il futuro della Repubblica islamica e la figura che emergerà come successore nel momento in cui Khamenei dovesse lasciare la scena politica. L’equilibrio interno al potere e la solidità del regime rimangono in gioco, con una continua attenzione all’evoluzione dei rapporti di forza tra le fazioni e gli avversari esterni.

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