Riunione a Londra degli E3: Zelensky e le richieste a Putin
Nella tarda serata di domenica, la riunione degli «E3» con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si conclude con una dichiarazione comune dal tono secco, che fissa cinque punti precisi all’attenzione di Vladimir Putin ma anche di Donald Trump, riporta Attuale.
A Londra, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e Zelensky chiedono:
- La fine dei combattimenti. A questo scopo Putin deve «accettare un cessate il fuoco immediato e completo»;
- La linea di contatto attuale deve servire da punto di partenza dei negoziati;
- L’Ucraina deve disporre di garanzie di sicurezza robuste e giuridicamente vincolanti una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, incluso il dispiegamento della Forza multinazionale per l’Ucraina;
- Gli averi russi resteranno immobilizzati fino a quando la Russia non avrà cessato la sua guerra di aggressione e indennizzato l’Ucraina;
- Gli interessi di sicurezza dell’Europa devono essere preservati.
Ogni elemento di sicurezza relativo all’Unione europea e alla NATO dovrà essere sottomesso all’approvazione della UE e dei suoi Stati membri, così come degli alleati della NATO. Si tratta della riaffermazione di principi cardine della posizione europea, ma anche dell’offerta di «congelare il fronte» che potrebbe interessare una Russia oggi in difficoltà sul terreno di guerra.
Gli europei ribadiscono anche il «sostegno indefettibile» all’Ucraina, discutendo di come la NATO «può imparare dall’esperienza bellica dell’Ucraina» e di come l’Europa possa rafforzare la propria difesa grazie alla «cooperazione industriale di lungo termine con l’Ucraina». La cooperazione sempre più stretta con l’Ucraina viene auspicata non solo nell’interesse di Kiev, ma anche, esplicitamente, dell’Europa stessa.
Prima di incontrare i tre leader, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato: «Dobbiamo capire chi rappresenterà l’Europa nei negoziati, se ci saranno, e io voglio che l’Europa sia coinvolta, perché per noi è molto importante. Sono pronto a qualsiasi formato nei colloqui, con gli americani, con gli americani e gli europei… Meglio anche con gli europei». Nonostante la lettera aperta di Zelensky a Putin, che il presidente russo ha rifiutato, il leader ucraino continua a insistere sulla necessità dei negoziati.
«Congelare le linee del fronte è la via più rapida» per arrivare a un cessate il fuoco, ha affermato Zelensky. Se mai un negoziato serio si aprirà, è essenziale stabilire chi sarà il negoziatore. Nelle ultime settimane sono stati proposti nomi come Mario Draghi, Angela Merkel e Sauli Niinistö, ma la riunione a Downing Street di ieri sera sembra indicare che il compito di affiancare Kiev possa essere affidato agli uomini del formato «E3»: Starmer, Macron e Merz.
Per quanto riguarda i combattimenti in corso, un drone russo ha colpito un sito di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito nella zona di Chernobyl, dichiarando l’operatore ucraino Energoatom. I livelli di radiazione sono rimasti nella norma, ma il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha dichiarato che «l’incidente è preoccupante perché si è verificato in un sito contenente grandi quantità di materiale nucleare».
Il ministro ucraino degli Affari esteri, Andrij Sybiha, ha commentato: «Non è la prima volta che le forze russe mettono in pericolo gli impianti nucleari ucraini», accusando Mosca di «minacce alla sicurezza nucleare». Secondo l’aeronautica ucraina, nella notte tra sabato e domenica, la Russia ha preso di mira l’Ucraina con 236 droni, di cui 215 sono stati intercettati. I bombardamenti russi vicino a Zaporizhzhia, dove si trova un’altra importante centrale nucleare, hanno causato tre morti e tre feriti, con altre due vittime nella regione di Dnipropetrovsk.