Negato il visto a Thierry Breton, l’Europa protesta contro l’atto di Washington

24.12.2025 14:15
Negato il visto a Thierry Breton, l'Europa protesta contro l'atto di Washington

La tensione cresce tra Europa e Stati Uniti dopo il divieto di ingresso per Thierry Breton

Le relazioni transatlantiche hanno subito un ulteriore deterioramento dopo che Washington ha negato il visto di ingresso all’ex commissario europeo Thierry Breton, figura chiave della diplomazia digitale europea. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha espresso forte disapprovazione per questa mossa, sottolineando che l’Unione Europea condanna le restrizioni ai viaggi imposte dagli Stati Uniti nei confronti di funzionari europei. «Tali misure sono inaccettabili tra alleati, partner e amici», ha dichiarato Costa su X, aggiungendo che l’UE rimane ferma nella difesa della libertà di espressione e della propria sovranità regolamentare, riporta Attuale.

In aggiunta, la denuncia delle restrizioni è giunta anche dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha definito tali azioni «intimidazioni» e ha esortato al rispetto della sovranità digitale europea. Macron ha ricordato che la normativa digitale dell’Unione è stata adottata attraverso un processo democratico e mirava a garantire una concorrenza leale tra le piattaforme, escludendo l’intento di colpire specifici Stati terzi.

Thierry Breton, che ha ricoperto il ruolo di Commissario europeo per il mercato interno dal 2019 al 2024, è stato definito responsabile, secondo l’amministrazione Trump, di perseguire quella che viene considerata una «censura delle opinioni americane». Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che «l’amministrazione Trump non tollererà più questi atti di censura extraterritoriale».

La questione del trattamento degli ex funzionari europei da parte degli Stati Uniti ha sollevato interrogativi più ampi sui rapporti transatlantici e sulle politiche migratorie in un contesto di crescente tensione geopolitica. In questo scenario, viene nuovamente evidenziata la necessità di un dialogo costruttivo per evitare ulteriori escalation.

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