Netanyahu avvia un attacco contro l’Iran con il sostegno degli Stati Uniti

28.02.2026 10:05
Netanyahu avvia un attacco contro l'Iran con il sostegno degli Stati Uniti

Inizio dell’operazione israeliana «ruggito del leone» contro l’Iran

Il premier israeliano ha avviato l’operazione «ruggito del leone», segnando un momento di grande tensione con il sostegno del presidente Trump, il quale ha superato le resistenze interne al suo partito in nome dell’alleanza storica tra Stati Uniti e Israele, riporta Attuale.

Poco dopo le sei di mattina, le sirene hanno risuonato in tutto Israele, segnalando l’inizio degli attacchi contro l’Iran. I telefonini degli israeliani si sono attivati tempestivamente, lanciando l’allerta. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha confermato la notizia sui social media, comunicando che si sta effettuando un attacco preventivo per «eliminare le minacce» al Paese.

Le indiscrezioni rivelano che anche gli Stati Uniti sono coinvolti nell’operazione, un passo significativo considerando i recenti colloqui diplomatici in corso a Ginevra, in cui Washington aveva presentato richieste dure ma non definitive, indicando che una resa totale dell’Iran sarebbe stata l’unica via da percorrere.

Durante il bombardamento di Teheran, la risposta dell’Iran è stata monitorata attentamente. Fonti indicano che le milizie affiliate a Teheran potrebbero essere state rifornite di missili a corto raggio, ponendo in pericolo le basi americane nella regione, nonostante gli sforzi di evacuazione da parte di Washington.

La situazione solleva interrogativi su cosa accadrà se la reazione iraniana fosse più violenta rispetto ai precedenti confronti. L’amministrazione Trump si trova a dover affrontare la crescente tensione e il rischio di perdite americane.

Israele, che ha lottato per anni contro la minaccia rappresentata da Hezbollah e dall’influenza iraniana, ha ora l’opportunità di utilizzare la sua superiorità militare. La preparazione a questo conflitto si protrae da due decenni, e recenti sviluppi tecnologici hanno trasformato il panorama del conflitto.

Nonostante le resistenze interne negli Stati Uniti nei riguardi di un altro intervento militare, l’alleanza con Israele rimane ferma. Un’eventuale vittoria israeliana, con il supporto americano, potrebbe ridefinire l’equilibrio di potere nella regione, riducendo ulteriormente i nemici credibili di Israele, mentre la coalizione tra Turchia e Qatar rimane ben distante dall’essere una minaccia concreta.

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