Netanyahu incontra Trump: proseguono i colloqui sul programma nucleare iraniano

12.02.2026 07:35
Netanyahu incontra Trump: proseguono i colloqui sul programma nucleare iraniano

Netanyahu vola da Trump: «Avanti i colloqui con l’Iran». Pronta un’altra portaerei

Al settimo incontro in tredici mesi, Trump e Netanyahu si sono confrontati per quasi tre ore, evidenziando le crescenti difficoltà nel persuadere l’amico Donald durante il suo secondo mandato. Il tema centrale della discussione è stato l’Iran, mentre Netanyahu, dopo l’atterraggio a Washington, ha firmato ufficialmente l’adesione israeliana al Consiglio di Pace, consapevole dell’importanza che il presidente americano attribuisce alla seconda fase del suo piano per Gaza, finalizzata alla ricostruzione dei 363 chilometri quadrati devastati dai bombardamenti, riporta Attuale.

Il primo ministro di Israele ha formalizzato il documento nonostante le sue riserve a partecipare alla riunione del Consiglio prevista per la prossima settimana negli Stati Uniti. Questo incontro è fonte di imbarazzo per Netanyahu, che deve giustificare ai sostenitori di destra la sua cooperazione con paesi etichettati come «sponsor del terrorismo». Ulteriormente complicato è il suo promettere una «vittoria totale» su Hamas, alludendo alla possibilità che l’organizzazione mantenga armi leggere, accettabile per gli americani secondo quanto riportato dal New York Times.

Presenti nello Studio Ovale vi erano anche Marco Rubio, il segretario di Stato Pete Hegseth e Jared Kushner, genero del presidente, tutti coinvolti nei negoziati con l’Iran. Netanyahu è entrato alla Casa Bianca tramite un ingresso secondario, evitando dichiarazioni ai media, per presentare l’incontro come di vitale importanza. Il premier israeliano ha esortato Trump a concretizzare la minaccia di attacco contro il regime iraniano, sostenendo la necessità di rafforzare la presenza militare nel Golfo Persico con l’invio di una seconda portaerei.

Alla fine dell’incontro, Trump ha commentato sui social che non erano stati raggiunti risultati definitivi e ha ribadito l’importanza di proseguire i negoziati. Ha anche lanciato un avvertimento a Teheran, ricordando un episodio passato: «L’ultima volta che gli iraniani non hanno voluto un’intesa, li abbiamo bombardati con Martello di Mezzanotte. Spero che siano più ragionevoli».

In interviste precedenti, Trump aveva seguito una linea molto simile a quella di Netanyahu, escludendo un accordo su nucleare e missili. Tuttavia, il rinunciare alle testate balistiche è considerato «non negoziabile» dai consiglieri dell’ayatollah Ali Khamenei. Il vicepresidente JD Vance ha invece abbandonato l’idea di un cambio di regime, accusando l’interesse primario americano di rimanere legato a garantire che Teheran non ottenga l’arma nucleare.

Netanyahu ha delineato «i principi da seguire nella mediazione», esprimendo scetticismo riguardo alla fiducia in Witkoff e Kushner. Un tema delicato, che Bibi eviterebbe di affrontare con Trump, è il piano della sua coalizione per annettere porzioni della Cisgiordania, che scatenerebbe l’opposizione della Casa Bianca. Un membro del governo di Gerusalemme ha affermato: «Stiamo uccidendo l’idea dello Stato palestinese», riferendosi al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

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