Il politico italiano Nicola Caputo coinvolto nell’affaire Epstein
Dopo che il deputato democratico californiano Ro Khanna ha denunciato che i nomi di sei uomini «benestanti, potenti» sono stati «censurati senza spiegazioni dal dipartimento di Giustizia» nel caso Epstein, ieri ha letto a voce alta questi nomi durante una seduta della Camera. Tra i nomi emersi, spicca «Nicola Caputo». Anche il deputato repubblicano Thomas Massie, coautore con Khanna della legge sulla trasparenza sui file di Epstein, ha affermato che i sei uomini sono «probabilmente implicati a causa della loro inclusione in questi documenti», anche se non risultano incriminati, riporta Attuale.
Su diverse piattaforme social, gli utenti hanno immediatamente iniziato ad accusare Nicola Caputo, ex europarlamentare del Pd dal 2014 al 2019, di essere l’individuo citato nei suddetti file. Caputo, contattato dal Corriere, ha dichiarato: «Non sono io il Nicola Caputo richiamato e non ho mai avuto rapporti con queste persone. È una situazione paradossale, sono chiamato in causa solo perché mi chiamo Nicola Caputo senza altri riferimenti». Dopo essersi distaccato dal suo ruolo politico, Caputo ha svolto un mandato come assessore regionale nella Campania con il partito Italia Viva di Matteo Renzi, prima di passare a Forza Italia. Attualmente, ricopre il ruolo di consigliere per l’export del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ha anche informato di aver assunto un legale per tutelare la sua reputazione.
«Sul mio profilo social sono emersi commenti come: ‘Epstein?’, che poi ho cancellato. Qualcuno ha fatto una ricerca con il nome ‘Nicola Caputo’ ed esco io per primo. C’è stato uno che ha anche postato una foto. Poi hanno iniziato a contattarmi tutti, anche la BBC», ha aggiunto il politico.
Riguardo al suo contatto con l’ambasciata d’Italia a Washington, Caputo ha riferito: «Voglio scrivere una lettera ai due parlamentari e ho già informato l’ambasciata affinché la inviino, oppure potrebbero decidere di presentarla direttamente». Nella missiva, intende chiarire: «Innanzitutto, voglio dire che non ho nulla a che vedere con questo. Non sono mai stato su nessuna isola e non ho mai avuto contatti con certi ambienti. Sono stato catapultato in questa situazione, non so nulla di nulla». Caputo ha evidenziato che la trasparenza è importante, ma senza ulteriori chiarimenti ha portato le persone a cercare sul suo nome, portando a minacce e attacchi contro di lui.
Caputo ha ulteriormente spiegato che, nel 2009, era consigliere regionale in Campania durante le presunte indagini della polizia di New York sul Nicola Caputo citato nei file di Epstein. «Anche se fossi stato europarlamentare, qual è il problema? Essere europarlamentare implica necessariamente essere un delinquente? La vera questione è fornire queste informazioni senza riscontri, il che porta a situazioni in cui le persone vengono attaccate ingiustamente», ha concluso.