Nigeria e Stati Uniti: divergenze sulla natura degli attacchi contro l’ISIS

27.12.2025 14:35
Nigeria e Stati Uniti: divergenze sulla natura degli attacchi contro l'ISIS

Operazione Congiunta tra Nigeria e Stati Uniti contro l’ISIS durante il Natale

Il governo nigeriano ha confermato di aver svolto un ruolo attivo nel bombardamento condotto dagli Stati Uniti contro obiettivi legati allo Stato Islamico nella notte di Natale. Diversamente dal passato, i due paesi hanno collaborato in modo coordinato, sebbene le dichiarazioni ufficiali sulle motivazioni dell’attacco differiscano. Secondo quanto riporta Attuale.

Il ministro degli Esteri nigeriano, Yusuf Tuggar, ha dichiarato in un’intervista di aver fornito le informazioni necessarie per l’esecuzione dell’operazione, sottolineando un contatto diretto con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, prima degli attacchi autorizzati dal presidente nigeriano Bola Tinubu. “Dev’essere chiaro che questa è un’operazione congiunta”, ha affermato Tuggar, mentre l’amministrazione statunitense ha confermato di aver agito “su richiesta” della Nigeria.

La collaborazione è stata inaspettata, considerando le precedenti critiche espresse dall’ex presidente Trump sul governo nigeriano, accusato di non proteggere adeguatamente i cristiani locali da attacchi jihadisti. Trump aveva etichettato la situazione come una campagna di eliminazione sistematica, un termine mai utilizzato da esperti in merito ai conflitti in Nigeria.

In risposta a tali affermazioni, il governo nigeriano aveva contestato le dichiarazioni di Trump, sostenendo che non rispecchiavano la complessità della situazione e che avrebbe accettato l’assistenza statunitense a condizione che la sovranità nigeriana fosse rispettata. La Nigeria aveva presto inviato una delegazione a Washington per discutere questioni di sicurezza. Secondo fonti di Reuters, le operazioni di raccolta informazioni da parte degli Stati Uniti sono iniziate a novembre, portando direttamente agli attacchi a Natale.

Le affermazioni di Trump sulla persecuzione dei cristiani si sono dimostrate imprecise. Anche se diverse milizie jihadiste, come Boko Haram e ISWAP, operano in Nigeria, non si concentrano unicamente sui cristiani, ma colpiscono anche musulmani ritenuti non abbastanza radicali o chi ostacola i loro interessi. Dati forniti dall’organizzazione Armed Conflict Location and Event Data (ACLED) mostrano che le vittime musulmane superano quelle cristiane negli attacchi militanti.

Nonostante ciò, lo stato di Sokoto, dove gli Stati Uniti hanno effettuato il bombardamento, è per l’86% abitato da musulmani, che rappresentano pertanto una delle principali vittime di queste milizie. Inoltre, la connessione tra i miliziani coinvolti negli attacchi e lo Stato Islamico è oggetto di dibattito, con alcuni esperti che suggeriscono legami con al Qaeda. Come evidenziato dal ricercatore nigeriano Bulama Bukarti in un’intervista ad Al Jazeera, gli Stati Uniti hanno specificato di aver attaccato l’ISIS, ma la presenza di questo nel nord-ovest nigeriano è limitata rispetto al nord-est, dove sono molto più forti.

Dopo i bombardamenti, Tuggar ha ribadito che l’operazione contro l’ISIS non deve essere interpretata come un attacco a una religione specifica, bensì come un intervento contro milizie che operano in modo indiscriminato nel paese. Questa interpretazione differisce nettamente da quella di Trump, che aveva presentato l’intervento come una mossa a difesa dei cristiani nigeriani, anche menzionando di aver voluto posticipare l’attacco per motivi “simbolici e religiosi”.

1 Comments

  1. Ma che situazione strana! Sembra proprio una mossa politica più che un’operazione contro il terrorismo. Vuoi dire che ora gli USA stanno collaborando con il governo nigeriano dopo tutte quelle polemiche? Non vorrei che alla fine ne risentissero i cristiani e i musulmani comuni. È davvero preoccupante…

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