Non solo Trump all’Onu
Questa settimana le cronache estere hanno evidenziato le ennesime dichiarazioni controverse di Donald Trump riguardo l’Ucraina e le sue accuse all’Europa, dimenticando di riferirsi ai tanti morti a Gaza. Ma il presidente americano non è l’unico capo di Stato a intervenire all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Al di là dei conflitti in Europa e Medio Oriente, esiste un mondo che merita attenzione, sottolineato da un rapporto di COOPI. Già ieri, con grande indifferenza, si è tenuto un vertice climatico al Palazzo di Vetro, convocato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, dove i 200 Stati firmatari dell’Accordo di Parigi avrebbero dovuto presentare i nuovi piani di riduzione delle emissioni climalteranti da qui al 2035, riporta Attuale.
La Cina ha promesso di ridurre le emissioni del 7-10% rispetto al picco dell’anno precedente, un passo insufficiente considerato che è il principale inquinatore globale. Dopo il discorso denigratorio di Trump, che ha definito la crisi climatica una “truffa”, Guterres ha difeso l’accordo di Parigi, sostenendo che ha fatto la differenza: «Negli ultimi 10 anni le proiezioni sull’aumento della temperatura globale sono passate da quattro gradi Celsius a meno di tre». Se gli Stati Uniti continuano a ritirarsi e l’Europa fa passi indietro, la Cina ha trovato l’opportunità di brillare. Xi Jinping ha recentemente affermato che il consumo di energia non fossile in Cina rappresenterà oltre il 30% del totale, incrementando significativamente la capacità di energia eolica e solare rispetto ai livelli del 2020, e ha promesso di creare una società resiliente al clima.
Fino ad oggi, 102 nazioni hanno presentato i nuovi piani di riduzione delle emissioni o dichiarazioni d’intenti, di cui solo una manciata di paesi ha una responsabilità significativa nelle emissioni globali. Cresce il malcontento del Global South verso i paesi sviluppati, che sono storicamente i maggiori responsabili del riscaldamento globale. Prima delle nuove dichiarazioni, si riporteranno i discorsi dei presidenti di Brasile, Sudafrica e di altri leader del Sud globale, evidenziando le tensioni attuali e le criticità emergenti.
Tra le notizie di rilievo, emergono i temi legati all’autoritarismo e alla democrazia, con interventi significativi dai presidenti al summit delle Nazioni Unite. Bolsonaro, Chakwera in Malawi, migranti e crisi, le sfide rimangono all’ordine del giorno e influenzano le relazioni globali e le dinamiche di potere.