Nove arresti per finanziamenti a Hamas, indagine della procura di Genova

28.12.2025 06:55
Nove arresti per finanziamenti a Hamas, indagine della procura di Genova

Operazione contro il finanziamento di Hamas: sette arresti in Italia

Sette milioni di euro destinati a tre organizzazioni di beneficenza per la Palestina sono stati dirottati a favore di Hamas, responsabile dell’attacco del 7 ottobre in Israele. Questa è la conclusione emersa da un’indagine condotta dalla procura nazionale antimafia e antiterrorismo di Genova, che ha fatto uso di intercettazioni. Sono state avanzate nove richieste di custodia cautelare, e la Digos e la Guardia di Finanza hanno eseguito sette arresti, tra cui quello di Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, che secondo le autorità stava per fuggire in Turchia. Anche Firenze e Bologna sono state teatro di arresti, con due latitanti: uno in Turchia e l’altro a Gaza, riporta Attuale.

L’INDAGINE Le organizzazioni no profit coinvolte, come l’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese e l’Organizzazione di volontariato, erano accusate di essere operative nell’ambito di un’associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale. I fondi venivano trasferiti tramite triangolazioni bancarie a organizzazioni con sede a Gaza, considerate illegali da Israele perché associate a Hamas. Tra i destinatari spicca Osama Alisawi, ex ministro del governo di Gaza, accusato di sollecitare finanziamenti.

LA PROCURA Giovanni Melillo, capo dell’Antimafia, e Nicola Piacente, procuratore capo di Genova, hanno sottolineato che “le indagini non devono distogliere l’attenzione dai crimini contro la popolazione palestinese, per i quali ci si attende un giudizio dalla Corte penale internazionale”. Hannoun viene accusato di aver trasferito all’organizzazione terrorista oltre 7 milioni di euro, rappresentando il 71% dei fondi raccolti. Tra gli arrestati figurano anche membri di staff delle associazioni a Firenze e in Toscana, compreso Alisawi, considerato cofondatore dell’associazione dal 1994.

UN MOVIMENTO CIRCOLARE Secondo i pubblici ministeri, queste associazioni costituivano una branca estera di Hamas attiva in Italia e partecipe di una rete europea. In un’intercettazione, Awad, fratello di Hannoun, afferma: “Noi ci sacrifichiamo con i soldi e il tempo, ma loro con il sangue”, insinuando che senza supporto esterno, il movimento di Hamas potrebbe inciampare in difficoltà, mentre l’altro interlocutore ribadisce la ciclicità del movimento: “La nostra generazione si è sacrificata molto”.

LE REAZIONI La premier Giorgia Meloni ha espresso “apprezzamento e soddisfazione per l’operazione contro i finanziatori di Hamas”, evidenziando il ruolo dei servizi segreti esteri. Il vicepremier Matteo Salvini ha ironizzato su chi ha manifestato “dalla parte sbagliata”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha elogiato la polizia e ha ribadito che “il terrorismo va sempre contrastato in ogni sua forma”, mentre il leader dell’Avs, Angelo Bonelli, ha criticato la destra per la sua retorica, auspicando chiarezza in questa vicenda.

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