La situazione in Medio Oriente fatale per la leadership iraniana
La guerra in Medio Oriente ha conosciuto una drammatica escalation: dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti sull’Iran, avvenuti il 28 febbraio, la Guida Suprema Ali Khamenei è stata uccisa. A seguito di questi eventi, il figlio Mojtaba Khamenei è stato selezionato come nuovo leader, segnalando una continuità nella linea dura del regime, riporta Attuale.
Il ruolo di Guida Suprema è centrale nel sistema di potere iraniano e include significativi poteri religiosi, politici e militari. La nomina del successore di Khamenei era attesa da tempo, con il figlio che si profilava come il candidato preferito, scelto dall’Assemblea degli esperti, un corpo composto da 88 religiosi.
Khamenei è stato ucciso nelle prime ore di conflitto, il 28 febbraio, mentre bombardamenti israeliani devastavano il complesso presidenziale di Teheran, localizzato dai servizi segreti poco prima delle operazioni. Da quel giorno, la capitale e molti altri centri urbani iraniani sono stati soggetti a intensi bombardamenti, con l’Iran che ha risposto lanciando missili e droni contro vari paesi del Golfo Persico, proseguendo anche oggi, con l’intento di intensificare gli attacchi. Finora il conflitto ha coinvolto almeno 14 nazioni, oltre ai tre attori principali della guerra.
I bombardamenti israeliani in queste prime settimane hanno portato alla morte di altri alti ufficiali del regime iraniano e hanno garantito il dominio aereo su gran parte del territorio iraniano. Gli attacchi si sono estesi a caserme, strutture militari, e impianti energetici. Nella giornata odierna, bombardamenti su depositi di carburante a Teheran hanno scatenato incendi massicci, generando una nube nera che ha inquinato l’acqua piovana.
Oltre alla Siria, Israele continua a effettuare bombardamenti su Libano, in particolare nell’area di Beirut, fortemente influenzata da Hezbollah. Gli sfollati nel Libano hanno superato il mezzo milione, con oltre quattrocento vittime fino ad ora.
Negli ultimi giorni, l’Iran ha lanciato attacchi non solo contro Israele, ma anche a Azerbaijan, Cipro e Turchia, ufficialmente diretti contro le basi militari statunitensi. Tuttavia, i bersagli sono spesso civili, come aeroporti e raffinerie. La maggior parte dei droni e missili lanciati è stata intercettata dalle difese aeree, ma queste potrebbero esaurirsi rapidamente.
Nel Golfo, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita stanno cercando di minimizzare gli effetti economici e d’immagine delle offensive, mentre il conflitto ha già bloccato il traffico aereo e marittimo nello stretto di Hormuz, cruciale per il commercio del petrolio. I prezzi di gas e petrolio sono già aumentati e potrebbero continuare a salire nei prossimi giorni.
Dopo una settimana di combatti, rimangono poco chiari gli obiettivi strategici degli Stati Uniti. Inizialmente, il presidente Donald Trump aveva parlato di rovesciare il regime iraniano, ma successivamente le sue dichiarazioni si sono contraddette. Attualmente, Trump ha escluso l’intervento dei curdi iraniani, in contatto con la CIA, mentre non ha escluso l’invio di truppe di terra.
Il governo italiano, dopo difficoltà logistiche iniziali, ha deciso di inviare navi a difesa delle basi di Cipro e di equipaggiamenti antiaerei ai paesi del Golfo. Tuttavia, Giorgia Meloni ha affermato che l’Italia “non è in guerra” e non ha intenzione di parteciparvi direttamente.