Nuove Accuse Contro Poliziotti per Omicidio Premeditato
Il 26 gennaio 2025, il capo assistente Carmelo Cinturrino, assieme ad altri due agenti, è accusato di omicidio premeditato dopo aver ucciso il pusher marocchino Abderrahim Mansouri con un colpo di pistola. Secondo la richiesta di incidente probatorio presentata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, Cinturrino e i suoi collaboratori avrebbero aggredito Mansouri con spray urticante al fine di estorcergli informazioni sui luoghi di nascosto di sostanze stupefacenti, riporta Attuale.
Gli inquirenti sostengono che l’assistente capo avesse minacciato Mansouri, dicendo: “O ti arresto o ti ammazzo”, e che si fosse rivolto a tossicodipendenti per lanciare avvertimenti al capo dei ‘cavallini’. Frasi riportate includono minacce dirette come “Dì a Zack che se lo becco io lo uccido”. La Procura intende cristallizzare queste nuove accuse attraverso l’incidente probatorio, sottolineando l’importanza delle testimonianze per sostenere l’azione penale in udienza.
Ulteriori dettagli sull’inchiesta condotta dalla Squadra mobile, diretta da Alfonso Iadevaia, rivelano l’indagine su altri due poliziotti: Giuseppe P. e Francesca D.S. Giuseppe P. è accusato di un arresto illegale eseguito in concorso con Cinturrino il 3 aprile 2025, falsificando prove per incastrare un marocchino con 28 grammi di hashish. Inoltre, pare che i due agenti abbiano aggredito la vittima in commissariato e costretto l’individuo a consegnare 50 euro per evitare problemi legali.
L’assistente capo ha anche coinvolto un ventiduenne tunisino, A.R., arrestato illegalmente il 7 maggio 2024. Cinturrino avrebbe redatto un rapporto falso riguardo a questo arresto per detenzione di cocaina, il che gli potrebbe costare un’accusa di depistaggio. Questo episodio, unito alle recenti rivelazioni su metodi illeciti durante le operazioni antidroga, sta gettando una luce inquietante sulle pratiche all’interno del commissariato di Mecenate.