Il Corridoio IMEC: Un’opportunità strategica per l’Italia e l’Europa
Diversificare le rotte commerciali delle imprese italiane e sviluppare infrastrutture energetiche e digitali tra India, Golfo ed Europa sono gli obiettivi delineati dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in relazione al Corridoio IMEC. Questo progetto è stato al centro del forum “Imec Corridoio Indo‑Mediterraneo – Opportunità per le imprese”, organizzato dal MAECI e tenutosi il 17 marzo 2025 al Generali Convention Center di Trieste, riporta Attuale.
L’evento ha offerto uno spazio di riflessione su come la ridefinizione delle rotte commerciali possa fungere da motore di crescita per il sistema logistico italiano ed europeo. “Abbiamo riunito Governi, Istituzioni finanziarie internazionali e oltre 300 imprese dei settori di logistica, energia e digitale per rilanciare una prospettiva indo-mediterranea attraverso il Corridoio IMEC, riducendo i tempi di percorrenza tra India ed Europa del 40%”, ha dichiarato Tajani in un post su X. L’Italia gioca un ruolo centrale in questo progetto, valorizzando i propri porti e il strategico Alto Adriatico come snodo verso l’Europa centrale e i Balcani.
Nel corso dell’evento, il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sottolineato come l’IMEC rappresenti un’opportunità straordinaria per il sistema logistico della regione e per l’economia europea. “Dobbiamo saper coglierla costruendo una rete di alleanze fondamentale per salvaguardare la rilevanza del Mediterraneo e dell’Europa nel commercio globale, anche alla luce delle attuali tensioni internazionali”, ha affermato Fedriga.
Il progetto IMEC, ha aggiunto Fedriga, “non è solo un’alternativa logistica necessaria per la resilienza economica, ma risponde anche a una scelta geopolitica precisa che si fonda sulla libertà e sul rispetto reciproco tra le nazioni coinvolte. Contrariamente ad altri modelli di sviluppo che possono creare dipendenze da regimi poco democratici, il Corridoio Indo-Mediterraneo mira a tutelare l’autonomia delle nazioni partecipanti tramite una cooperazione infrastrutturale a lungo termine”.
“Il successo di questa visione dipenderà dalla costruzione di infrastrutture adeguate e da una cooperazione internazionale costante e duratura”, ha concluso Fedriga. In tale contesto, il Porto di Trieste emerge come un candidato naturale a terminale ideale per il Corridoio Indo-Mediterraneo, giocando un ruolo cruciale nel rafforzamento della posizione commerciale europea nel contesto globale.