Doppio colpo all’economia russa
Le ultime ore hanno visto l’introduzione di nuove sanzioni contro la Russia, sia da parte degli Stati Uniti che dell’Unione Europea. Tra i colpiti ci sono i principali colossi energetici russi, inclusi Rosneft, Gazprom e Lukoil. Queste misure si inseriscono in un contesto complesso segnato dalla guerra in Ucraina, dove diplomazia e sabotaggi si intrecciano con le operazioni di intelligence, riporta Attuale.
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sanzioni mirate per aumentare la pressione su Mosca, ribadendo che non intratterrà colloqui con Vladimir Putin, poiché, a suo avviso, non portano a risultati concreti. “Spero che queste misure lo convincono a negoziare la pace”, ha dichiarato dopo un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte.
Anche l’Unione Europea ha stabilito un nuovo pacchetto di sanzioni, il diciannovesimo, che colpisce le principali fonti di reddito russo, includendo misure energetiche e finanziarie, con un nuovo meccanismo volto a limitare la circolazione dei diplomatici russi all’interno dell’UE. Queste decisioni arrivano dopo l’approvazione, nel mese di luglio, di un precedente pacchetto di sanzioni che includeva limitazioni sul prezzo del petrolio.
Il diciannovesimo pacchetto prevede un divieto graduale di importazioni di GNL, con scadenze specifiche per contratti a breve e lungo termine, così come un inasprimento delle sanzioni su Gazprom e Rosneft. In totale, 117 nuove navi della flotta russa saranno soggette a sanzioni, portando il numero totale a 558.
Queste misure si inquadrano in un contesto internazionale in cui la reciproca pressione si intensifica, mirando a isolare ulteriormente Mosca e a spingerla verso una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina.
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