Nvidia affronta auto-dazi: governo Usa interverrà per le esportazioni in Cina

11.08.2025 11:38
Nvidia affronta auto-dazi: governo Usa interverrà per le esportazioni in Cina

Il nuovo accordo tra Nvidia e AMD

ROMA – Nvidia e AMD verseranno al governo statunitense il 15% dei ricavi generati dalla vendita di chip per l’intelligenza artificiale destinati alla Cina. Questo accordo è stato siglato dopo un incontro avvenuto alla Casa Bianca tra Donald Trump e Jensen Huang, CEO di Nvidia. Di fatto, gli Stati Uniti si avviano verso una nuova era di auto-dazi, un “pizzo” che una delle aziende più importanti del mondo accetta di pagare per poter operare sul suo mercato principale senza ostacoli, riporta Attuale.

Il patto, definito da esperti come “completamente fuori dagli schemi”, si concretizza poco dopo l’apparente annuncio riguardante il via libera alla vendita del chip H20 in Cina. Tuttavia, in realtà, le licenze di esportazione non erano mai state concesse. Il semaforo verde si è acceso solo due giorni dopo l’intesa, trasformando di fatto lo Stato americano in un partner strategico degli affari di Nvidia nel mercato cinese.

Non è solo Nvidia a beneficiare di questo accordo; anche AMD, che ad aprile aveva visto bloccate le vendite del chip MI308 a Pechino, è inclusa nel patto. In cambio delle licenze, il Dipartimento del Commercio americano otterrà una percentuale dei profitti. Questa mossa rappresenta un cambiamento senza precedenti, ma si allinea perfettamente con la politica “negoziale” di Trump, che prevede investimenti esteri con golden share, dazi punitivi e concessioni commerciali in cambio di ritorni diretti.

Secondo Bernstein Research, questa manovra potrebbe fruttare oltre 2 miliardi di dollari per Washington, a fronte di vendite stimate per 15 miliardi di dollari da parte di Nvidia e 800 milioni da parte di AMD entro la fine dell’anno.

La svolta è netta: ad aprile, l’amministrazione Trump aveva vietato tali vendite per evitare di ridurre il gap tecnologico con la Cina. Ora, la giustificazione si basa su ragioni economico-strategiche: è preferibile che le forniture di chip provengano da un’azienda americana piuttosto che da Huawei, che sarebbe pronta a sfruttare ogni opportunità per crescere nel mercato interno. Tuttavia, l’H20 non è ben accettato nemmeno in Cina. La Cyberspace Administration ha convocato Huang per discutere presunti “rischi di backdoor” e i media di Stato hanno sconsigliato l’acquisto. Nvidia ha risposto negando qualsiasi vulnerabilità e criticando il “Chip Security Act” attualmente in discussione al Congresso, che prevede il tracciamento dei chip per prevenire il contrabbando.

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