
Il sindacato dei giornalisti Rai ha denunciato il «silenzio imbarazzante» dei vertici aziendali, evidenziando il tentativo di imporre il silenzio anche all’Usigrai, che è stato privato della possibilità di comunicare un approfondimento a difesa dell’immagine dei professionisti Rai, riporta Attuale.
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina doveva fungere da vetrina internazionale per il Paese, ma è diventata un controverso caso mediatico e politico che ha scosso non solo la Rai, ma anche il panorama politico italiano. Il commento del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha suscitato una reazione furiosa sui social media, estendendosi rapidamente alla stampa, ai sindacati e alla politica. L’Usigrai ha pubblicato una nota rigorosa che non solo critica il commento inadeguato, ma evidenzia anche il tentativo dell’azienda di soffocare ogni forma di dissenso interno. «La rassegna stampa di oggi è impietosa. Ironia diffusa, polemiche, amarezza degli atleti con tanto di richiesta ufficiale di scuse. La telecronaca della Cerimonia di apertura è stata del tutto inadeguata e ha scontentato tutti. I vertici aziendali, però, continuano a mantenere un silenzio imbarazzante, cercando di imporre lo stesso silenzio all’Usigrai», si legge nella nota.
Le accuse dell’Usigrai
Secondo il sindacato, la dirigenza non può sottrarsi a questa responsabilità: «Una difesa che il vertice aziendale non può fare, perché sa bene che è principalmente sua la colpa di questa figuraccia». Inoltre, l’Usigrai contesta la decisione di considerare la difesa della dignità professionale dei dipendenti non come materia sindacale: «Sostenere che non sia “materia sindacale” difendere la dignità di chi orgogliosamente lavora in Rai è un’offesa alla reputazione dei suoi dipendenti e una violazione dei diritti».
La scelta (all’ultimo) di Petrecca
La polemica è nata non a caso. La nomina di Petrecca come voce della cerimonia è avvenuta all’ultimo momento, dopo l’esclusione di Auro Bulbarelli, ed è stata caratterizzata da una serie di gaffe: dall’apertura con «Benvenuti allo stadio Olimpico» invece di San Siro, all’aver confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey, fino al silenzio riguardo all’esibizione di Ghali, nonché il mancato riconoscimento di atleti simbolo come Simone Giannelli, Anna Danesi e Carlotta Cambi. La Numia Vero Volley Milano, squadra della capitana azzurra Danesi, ha già chiesto ufficialmente delle scuse alla Rai.
Inoltre, sono emerse imprecisioni istituzionali, tra cui l’assenza di riferimenti a vari capi di Stato presenti in tribuna e lo scambio di identità tra la presidente del Comitato olimpico Kirsty Coventry e la figlia del presidente della Repubblica. Passati sotto silenzio anche i fischi rivolti alla delegazione israeliana e al vicepresidente statunitense JD Vance, mentre alcune affermazioni, come quelle sui brasiliani e le battute su Rossini e Verdi, sono state etichettate come superficiali e stereotipate.
La reazione politica
Non è mancata una reazione fulminea da parte della politica. Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva hanno chiesto la rimozione del direttore di Rai Sport, parlando di sciatteria e inadeguatezza. «Petrecca conquista senza rivali la medaglia d’oro della sciatteria televisiva. Una figuraccia olimpica», ha attaccato il M5S in Vigilanza, mentre il Pd ha denunciato l’ennesima dimostrazione di un servizio pubblico piegato al controllo politico: «Le Olimpiadi sono un momento di massima responsabilità per il servizio pubblico. E invece la Rai ha offerto la sua peggiore versione: quella che conosciamo fin troppo bene, TeleMeloni».
Il percorso professionale di Petrecca
Da sottolineare anche il percorso professionale di Petrecca, già sfiduciato tre volte dalle redazioni che ha guidato. Nei corridoi di RaiNews24, i colleghi riferiscono che avrebbe affermato con disinvoltura: «Ho le spalle coperte, non potete farmi nulla». Questa convinzione si fonda sulla sua storia professionale e politica precedente, che ha portato alla sua promozione contestata, e si ripercuote negativamente sull’immagine del servizio pubblico.
L’Usigrai ha puntualizzato che «è ingenuo pensare di nascondere la ripetuta difesa dell’azienda nei confronti del Direttore, in risposta a tre voti di sfiducia espressi in appena tre mesi dai giornalisti di due testate del Servizio Pubblico». Ha quindi avvertito che ogni tentativo di insabbiare la questione è destinato a fallire, affermando: «Non servirà». Il sindacato ha concluso affermando: «A quanti hanno paura che i cittadini sappiano di chi è la responsabilità di questo duro colpo inferto alla reputazione della Rai, noi diciamo: è troppo tardi. Perché i cittadini lo hanno già capito».
Il M5s parla di censura
Il Movimento 5 Stelle ha parlato apertamente di censura: «Alla disastrosa telecronaca Rai della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina, caratterizzata da errori e gaffe, si aggiunge la gravissima censura del comunicato in cui Usigrai denuncia l’imbarazzante telecronaca del direttore di Rai Sport, che ha compromesso la credibilità dell’azienda di servizio pubblico e di chi vi lavora». Secondo i parlamentari pentastellati, «Alla Rai, siamo ormai giunti a politiche di regime per cercare di nascondere ai cittadini quello che hanno visto con incredulità in diretta televisiva».
Il caso forse in Cda
Intanto, secondo indiscrezioni, la questione potrebbe presto approdare anche in consiglio di amministrazione. Il consigliere Roberto Natale invita a non derubricare tutto a uno scontro ideologico: «Nessuno provi a “buttarla in politica”. La valanga di critiche che si sta abbattendo sul direttore di Rai Sport non deriva dal fatto che abbia simpatie di destra, ma dall’incontestabile dimostrazione d’inadeguatezza professionale offerta in quattro ore di telecronaca». Di segno opposto la difesa dei membri di Fratelli d’Italia in