Trump e TikTok: la manipolazione dei social e le restrizioni crescenti negli Stati Uniti

03.02.2026 08:25
Trump e TikTok: la manipolazione dei social e le restrizioni crescenti negli Stati Uniti

La censura sui social media: l’esempio di Instagram e TikTok nell’era di Trump

Il commento, “sono tutte bugie”, sotto un post Instagram della Casa Bianca ha scatenato la reazione immediata della piattaforma, minacciando l’utente di esclusione. Nel contempo, TikTok, recentemente passato sotto controlli filo-trumpiani, ha limitato l’uso di specifiche espressioni. La situazione solleva interrogativi sulla libertà di espressione sui social media, riporta Attuale.

Domenica 25 gennaio, un giorno dopo l’esecuzione di Alex Pretti a Minneapolis da parte degli agenti dell’ICE, la Casa Bianca ha sostenuto che il giovane infermiere “era armato” con uno smartphone e “pericoloso” per aver registrato l’incidente, giustificando così l’uso della forza letale. Questa manipolazione dei fatti da parte dell’amministrazione Trump non è una novità, avendo già introdotto il concetto di “verità alternative”, come esplicitato da Kellyanne Conway nel 2017.

Dopo nove anni di questo approccio, molti si sono abituati, ma le affermazioni sulla morte di Pretti hanno oltrepassato una linea. Spinto dall’indignazione, ho commentato: “Sono tutte bugie”. Il risultato? L’algoritmo di Meta ha subito bloccato il commento, avvertendomi: “il linguaggio offensivo viola le regole della piattaforma; se continuo, il mio account potrebbe essere disabilitato”. Questa è la realtà attuale sui social media.

La “trumpizzazione” di Instagram è evidente, accentuata dall’ultima nomina di Dina Powell McCormick, scelta per le sue influenti relazioni globali. Il nostro ex-presidente ha appoggiato la nomina dicendo che era “fantastica”. Le trasformazioni di Meta si sono intensificate dal suo acquisto da parte di investitori legati a Trump.

In parallelo, su TikTok, limitazioni curiose sono emerse, come il blocco della parola “Epstein” in messaggi. Questo suscita preoccupazioni riguardo alla censura da parte di una piattaforma che ora è sotto l’influenza di Trump e dei suoi associati. Critiche e post di politici come il senatore californiano Scott Wiener, che hanno registrato “zero visualizzazioni” per i loro interventi riguardanti l’ICE, aggiungono al dibattito sul controllo e sulla trasparenza.

Non dimentichiamo che la cessione del ramo americano di TikTok a un gruppo di investitori legati a Trump ha sollevato domande sugli impatti politici futuri, in un anno elettorale cruciale. Gli utenti americani stanno assistendo a un cambiamento significativo, un’osservazione che suscita preoccupazione tra i giovani.

Questo contesto fa da sfondo alla crescente realtà avvolta dalla critica sull’uso dei dati personali e sulla possibilità che le elezioni future possano essere influenzate. Il controllo di TikTok e simili piattaforme da parte di figure politiche potrebbe portare a una moderazione dei contenuti e a una limitazione della libertà di espressione, modificando l’ecosistema informativo degli utenti.

Il futuro della democrazia americana è in discussione in questo contesto di crescente sorveglianza e manipolazione di contenuti. Con il panorama in continua evoluzione e le piattaforme social che si trasformano in strumenti di propaganda, la libertà di espressione potrebbe essere a rischio, portando a scenari ora più che mai simili a quelli delineati da William Gibson nella sua opera.

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