Atleti provenienti da nazioni senza neve si preparano per le Olimpiadi di Milano Cortina
Gli atleti, pur non battagliando per una medaglia, contribuiranno al grande evento olimpico, incarnando lo spirito decoubertiniano secondo cui “L’importante è partecipare”, riporta Attuale. Tra di loro ci sono Aleksander Estridge e Piera Hudson, sciatori “arruolati” dagli Emirati Arabi Uniti che si allenano sulla neve artificiale di un centro commerciale a Dubai. Insieme a loro si trova anche il pakistano Muhammad Karim, fresco partecipante delle Olimpiadi invernali, che, nonostante venga da un Paese ricco di neve, ha dovuto affrontare carenze negli impianti, da qui la sua decisione di allenarsi in un contesto così diverso.
Haiti, un Paese fortemente segnato dalla povertà, tornerà ai Giochi con Richardson Viano, già presente a Pechino. Cresciuto in un orfanotrofio a Port-au-Prince, è stato adottato da una coppia italiana e ha sviluppato la sua passione per lo sci alpino nelle Alpi francesi. Una storia simile è quella di Stevenson Savart, fondista nato ad Haiti e adottato in Francia all’età di tre anni, che ha recentemente vinto il prestigioso Challenge Vincent Vittoz, promettendo di rappresentare il suo Paese con sorprese a Cortina.
Non mancherà la Nazionale giamaicana di bob, con ben tre equipaggi in competizione. La storica partecipazione della Giamaica ai Giochi invernali nel 1988 ha ispirato il film “Cool Runnings”, iconico per la sua rappresentazione della cultura sportiva dell’isola del reggae. Da Benin e Guinea Bissau, nazioni dove la neve è un concetto arcaico, parteciperanno Nathan Tchibozo, trasferitosi in Francia con la famiglia, e un atleta proveniente dalla diaspora guineana, Winston Tang, giovane di diciannove anni.