Omicidio di Laura Ziliani a Temù: ergastolo per Mirto Milani e responsabilità condivise nel crimine

12.01.2026 06:25
Omicidio di Laura Ziliani a Temù: ergastolo per Mirto Milani e responsabilità condivise nel crimine

Giustizia per l’omicidio di Laura Ziliani: ergastolo per Mirto Milani

TEMÙ (Brescia) — Durante i processi per l’omicidio di Laura Ziliani, ex vigilessa di Temù, strangolata a mani nude l’8 maggio 2021 dopo essere stata narcotizzata e sepolta lungo il greto del fiume Oglio, l’imputato Mirto Milani ha mostrato sempre un atteggiamento remissivo, scusandosi per “l’enormità che ho combinato”. Fino all’ultimo, quando i giudici hanno emesso una condanna all’ergastolo – definitiva – Milani sperava in una considerazione che potesse differenziare le posizioni del ‘trio criminale’ o portare a una presunta incapacità di intendere “di gruppo”, nonostante gli psichiatri avessero valutato i tre protagonisti come capaci e dotati di intelligenza superiore alla norma. L’obiettivo del suo intervento era l’accesso alla giustizia riparativa, ma l’esito è stato chiaro: carcere a vita, riporta Attuale.

Detenuto dal settembre 2021, Milani è stato il primo a crollare, rompendo il patto del silenzio stabilito con le figlie di Ziliani, entrambe sue amanti. Ha confessato tutto al compagno di cella, scatenando la rabbia delle sorelle. Il 31enne, soprano lecchese, aveva una relazione di dieci anni con la coetanea Silvia Zani, ma con il consenso di lei, frequentava anche Paola, oggi 23enne, che per mesi aveva condotto una sorta di psicanalisi nei suoi confronti.

Milani si è presentato come una figura inafferrabile durante il processo, mostrando segni di possibile crollo nervoso e tentativi di suicidio, ammettendo di aver avuto ripensamenti prima dell’omicidio. Tuttavia, è stato riconosciuto dai giudici come l’autore materiale, avendo “posto per ultimo la mano grande sul collo della vittima”. Inoltre, è stato lui a scavare le buche destinate al seppellimento e, malgrado le sue esitazioni, è rimasto sempre presente nella pianificazione dell’omicidio, di cui è stato insieme a Silvia l’ideatore. Aveva dichiarato di voler tirarsi indietro, ma sentiva di non poter “perdere le ragazze, la mia vita”.

Beatrice Raspa

1 Comments

  1. Non riesco a credere a quanto accaduto. È un’assurdità che una persona possa arrivare a tanto, e poi trovare giustificazioni… La giustizia ha fatto il suo corso, ma ci sono vite distrutte per sempre. Davvero inquietante.

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