Orbán a Washington: sancito un aumento dell’influenza ungherese sull’Europa

09.11.2025 10:35
Orbán a Washington: sancito un aumento dell'influenza ungherese sull'Europa

Trump concede esenzione a Budapest, sollevando preoccupazioni in Europa riguardo alle sanzioni contro la Russia

In un’inversione sorprendente della politica energetica, Donald Trump ha accolto il primo ministro ungherese Viktor Orbán alla Casa Bianca, concedendogli un’esenzione per l’importazione di petrolio russo. Questo cambiamento, avvenuto solo una settimana dopo che Trump aveva dichiarato di non voler fare eccezioni per Budapest, è motivo di preoccupazione per l’Ucraina e per gli sforzi europei di ridurre la dipendenza dagli idrocarburi russi, riporta Attuale.

Orbán ha giustificato la sua richiesta affermando che l’Ungheria, priva di sbocchi sul mare, non ha alternative al petrolio russo e che una sostituzione delle forniture comporterebbe un collasso economico. Durante l’incontro, Trump ha elogiato Orbán come “un grande leader di un grande Paese”, acconsentendo a una deroga “a tempo indefinito” per Budapest, contraddicendo dichiarazioni precedenti che escludevano simili esenzioni.

Questa decisione ha rappresentato un colpo basso per l’Ucraina, che si aspettava un indebolimento delle entrate russe utilizzate per finanziare la guerra. Orbán ha definito le relazioni tra Ungheria e Stati Uniti come “una nuova età dell’oro”, ma gli esperti avvertono che questa alleanza potrebbe minare le sanzioni europee contro la Russia, specialmente alla luce delle recenti strategie di Orbán per influenzare la politica europea.

La mossa di Trump ha sollevato interrogativi sulla reale determinazione dell’amministrazione statunitense riguardo all’applicazione delle sanzioni. Zsuzsanna Vegh, politologa ungherese, ha osservato che, mentre Orbán cerca di posizionarsi come leader centrale della destra nazional-conservatrice in Europa, il presidente statunitense potrebbe cercare di restituire un supporto politico significativo a un alleato in difficoltà, in vista delle prossime elezioni in Ungheria.

La posizione di Orbán è ulteriormente complicata dalle sue recenti affermazioni contro l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e dal rifiuto di utilizzare i beni russi congelati per sostenere il paese invaso. Questo strategico contrasto rappresenta una sfida per l’Unione Europea, già messa a dura prova dagli eventi geopolitici in corso.

Nonostante le difficoltà, Orbán continua a mantenere il supporto interno, facilitato dal suo considerevole patrimonio, che gli consente di sostenere una campagna elettorale robusta. Le sue azioni e dichiarazioni suggeriscono che, sebbene la sua amministrazione affronti sfide politiche, il premier ungherese non ha intenzione di retrocedere sulla scena internazionale, mirando a rafforzare la propria posizione nella politica europea.

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