Orbán accusa Kyiv di interferenze elettorali e convoca l’ambasciatore ucraino

27.01.2026 18:00
Orbán accusa Kyiv di interferenze elettorali e convoca l’ambasciatore ucraino
Orbán accusa Kyiv di interferenze elettorali e convoca l’ambasciatore ucraino

Accuse alla vigilia di una campagna elettorale incerta

Il 26 gennaio 2026 il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha accusato l’Ucraina di tentare di influenzare le elezioni parlamentari previste per aprile e ha ordinato la convocazione dell’ambasciatore ucraino a Budapest. L’annuncio è arrivato in un momento politicamente sensibile, con il partito di governo che affronta un contesto elettorale più competitivo rispetto al passato e una serie di difficoltà economiche interne. La dichiarazione è stata rilanciata anche a livello internazionale, sottolineando l’inasprimento dei toni tra Budapest e Kyiv, come riportato da un dispaccio di Reuters sulle presunte interferenze elettorali.

Mancanza di prove e uso politico della retorica

Orbán non ha presentato elementi concreti a sostegno delle sue affermazioni, limitandosi a collegare alcune dichiarazioni pubbliche ucraine al contesto politico ungherese. Osservatori locali e analisti politici sottolineano che l’assenza di prove rende le accuse difficilmente verificabili e rafforza l’interpretazione secondo cui si tratti di una mossa di politica interna. Secondo questa lettura, il tema dell’ingerenza esterna viene utilizzato per consolidare il consenso dell’elettorato e spostare l’attenzione dalle criticità economiche e sociali che potrebbero influenzare il voto.

Attacchi all’opposizione e riferimento a Bruxelles

Nelle ultime settimane il premier ha intensificato una campagna retorica che associa l’opposizione ungherese, in particolare il leader Péter Magyar, a presunti legami con Kyiv e con le istituzioni dell’Unione europea a Bruxelles. In questo quadro, alcune parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulla fragilità dell’unità europea sono state reinterpretate come un attacco diretto all’Ungheria. Questa ricostruzione è stata contestata da diversi commentatori, che la considerano una forzatura funzionale alla narrazione di una minaccia esterna.

Continuità di una linea critica verso l’Ucraina

Le accuse di interferenza si inseriscono in una linea politica consolidata di Orbán, caratterizzata da dichiarazioni critiche nei confronti dell’Ucraina e da una posizione spesso divergente rispetto al consenso europeo sul sostegno a Kyiv. In passato il premier ha più volte messo in discussione la sovranità ucraina e ha rallentato iniziative legate all’integrazione europea del Paese. Secondo analisti regionali, questo approccio contribuisce a rafforzare narrazioni favorevoli a Mosca e a polarizzare ulteriormente il dibattito interno.

Reazioni e lettura internazionale

A Kyiv le affermazioni del leader ungherese sono state respinte come infondate e parte di una strategia elettorale. Media ucraini hanno evidenziato che le dichiarazioni di Orbán rientrano in una campagna più ampia di demonizzazione dell’Ucraina, priva di riscontri fattuali, come riportato anche da un’analisi sulla reazione ucraina alla convocazione dell’ambasciatore. In assenza di elementi verificabili, partner europei e osservatori internazionali invitano a valutare la vicenda sulla base dei fatti, distinguendo tra dinamiche di politica interna e reali questioni di sicurezza o interferenza esterna.

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