Palestina, Berlino in azione. Witkoff oggi nella Striscia di Gaza

01.08.2025 08:25
Palestina, Berlino in azione. Witkoff oggi nella Striscia di Gaza

Aumenta il pressing diplomatico su Israele. A Gaza, la situazione si fa sempre più tragica, con i palestinesi che continuano a essere uccisi mentre cercano aiuti alimentari. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, 91 persone sono state uccise negli ultimi giorni nel tentativo di ottenere cibo. I palestinesi affermano che l’esercito israeliano ha aperto il fuoco per primo, riportando testimonianze anonime di soldati che confermerebbero episodi simili. Tuttavia, Israele accusa le milizie palestinesi, sostenendo che gli spari siano stati provocati da qualcuno nella folla, e che l’esercito ha risposto con colpi di avvertimento. Per affrontare la crisi umanitaria che sta attirando crescente attenzione dall’amministrazione Trump, è arrivato a Tel Aviv l’inviato speciale americano Steve Witkoff, il quale, secondo la Casa Bianca, ha avuto un incontro «molto produttivo» con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Recentemente, Trump ha contraddetto Netanyahu, che sosteneva che non ci fosse carestia a Gaza, dichiarando semplicemente: «La fame c’è», riporta Attuale.

Oggi, Witkoff dovrebbe recarsi nella Striscia di Gaza, accompagnato dall’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee, e insieme ispezioneranno un centro di distribuzione. Poco dopo, Trump dovrebbe approvare un «piano finale» per fornire cibo e aiuti. Nel frattempo, ha reiterato sui social media che «la soluzione più rapida alla crisi umanitaria a Gaza è che Hamas si arrenda e restituisca gli ostaggi». Il giorno precedente, durante un’assemblea dell’Onu, la Lega Araba ha fatto appello a Hamas affinché deponga le armi e rinunci al controllo della Striscia.

Sul fronte diplomatico, diversi Paesi hanno mostrato disponibilità a riconoscere uno Stato palestinese, aderendo all’iniziativa lanciata dal presidente francese Emmanuel Macron, sostenuta anche, seppur con riserve, dal premier britannico Keir Starmer. Il primo ministro canadese Mark Carney ha annunciato che il Canada intende riconoscere la Palestina a settembre, in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu.

Malta ha espresso la stessa intenzione, mentre il Portogallo sta «prendendo in considerazione» questa possibilità. La Germania, d’altro canto, mostra una posizione più cauta: il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha messo in guardia che «Israele è sempre più in una posizione di minoranza», manifestando preoccupazione per le voci relative a un piano di annessione parziale della Striscia. Wadephul ha dichiarato che di fronte a «azioni unilaterali», Berlino «dovrà rispondere». Le recenti dichiarazioni di alcuni leader sono suggerimenti di pressione nei confronti di Israele, come rivelato da Starmer.

Mentre molti Stati riconoscono la necessità di stabilire uno Stato palestinese, essi ribadiscono che tale riconoscimento deve avvenire in un contesto di pace che coinvolga Israele: un riconoscimento unilaterale sarebbe percepito come un affronto diplomatico. Non per nulla Starmer ha chiarito che qualora Netanyahu accettasse un cessate il fuoco, il riconoscimento unilaterale sarebbe immediatamente revocato.

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