Paralimpiadi 2026: studio dell’università di Bologna denuncia disparità nella narrazione mediatica degli atleti con disabilità

06.03.2026 06:05
Paralimpiadi 2026: studio dell'università di Bologna denuncia disparità nella narrazione mediatica degli atleti con disabilità

Rottura nella narrazione dei Giochi Paralimpici: la ricerca dell’Università di Bologna mette in luce le disparità

In vista dell’inaugurazione dei Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, uno studio dell’Università di Bologna dal titolo “It should just be about sport!: exploring Italian athletes’ perspectives in paralympic media coverage” segna un punto di rottura nella narrazione delle competizioni per atleti con disabilità, evidenziando una fuga dalle rappresentazioni prevalenti. La ricerca, condotta dai docenti Athanasios Pappous e Pablo Iniesta del Dipartimento di Scienze per la qualità della vita, raccoglie le testimonianze di 17 atleti italiani d’élite che chiedono l’abrogazione dei due modelli mediali predominanti: quello dell’eroe resiliente e quello pietistico. Questo cambiamento è cruciale per restituire dignità e rappresentazione alla performance sportiva, riporta Attuale.

Il messaggio fondamentale è che la disabilità deve essere vista come un aspetto identitario, ma non un criterio per valutare il valore sportivo, che deve basarsi esclusivamente sulla performance, i tempi e i risultati. Mentre gli atleti chiedono un trattamento professionale equivalente a quello degli atleti olimpici, il contesto urbano in cui operano evidenzia gravi carenze infrastrutturali, in particolare a Milano. Secondo le statistiche dell’assessorato alla mobilità e il monitoraggio del progetto europeo Elaborator, il divario tra aspettative e realtà resta significativo: la rete metropolitana, nonostante gli investimenti, ha un tasso di accessibilità fermo al 91% per la linea M2, in seguito al ritardo nei lavori in stazioni chiave come Cascina Antonietta, Cascina Burrona e Villa Pompea. Inoltre, un censimento ha rilevato più di 36mila barriere fisiche nel tessuto stradale, facendo sì che gli 80 milioni di euro stanziati per nuovi ascensori e montascale siano un passo necessario, ma insufficiente per soddisfare le esigenze di mobilità degli oltre 3mila atleti previsti.

A questo si aggiunge una crisi geopolitica che ha impattato il protocollo delle cerimonie ufficiali, portando il movimento paralimpico vicino a una frattura diplomatica. Il conflitto riguardante la partecipazione di atleti russi e bielorussi, i quali hanno espresso l’intenzione di utilizzare divise con i colori nazionali nonostante l’embargo in vigore dal 2014, ha scatenato una reazione da parte di almeno nove nazioni pronte a boicottare l’evento.

Per evitare una massiccia assenza e incidenti d’immagine a livello globale, gli organizzatori hanno deciso di eliminare la figura tradizionale del portabandiera fisico in occasione dell’inaugurazione, programmata per questa sera alle 20 all’Arena di Verona, optando per una versione virtuale. Questa scelta è stata giustificata da necessità logistiche legate alle competizioni del sabato mattina.

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