Parità di genere e lavoro in Italia: mobilitazione contro il gender gap e la violenza di genere

09.03.2026 05:25
Parità di genere e lavoro in Italia: mobilitazione contro il gender gap e la violenza di genere

Proteste in Italia contro la violenza di genere e la guerra in Iran

Un raid mortale a Minab, in Iran, il 28 febbraio, ha causato la morte di almeno 150 bambine in una scuola elementare, scatenando indignazione e mobilitazione in Italia. Le donne di ‘Non una di meno’ hanno lanciato un appello per un “weekend lungo” di lotta e sciopero l’8 e 9 marzo, sotto lo slogan “Disarmiamo guerra e patriarcato. Le nostre vite valgono”, riporta Attuale.

Le manifestazioni sono iniziate a Milano, Napoli e in altre città italiane, culminando oggi in uno sciopero generale trans-femminista. Questa mobilitazione è guidata da diverse sigle sindacali e mira a protestare contro le politiche governative relative alla violenza di genere e a esprimere un fermo rifiuto alla guerra in Iran. Secondo l’associazione Nudm, nel 2026 si sono già registrati 10 femminicidi, un suicidio di una ragazza trans e 2 casi ancora in fase di accertamento. Lo scorso anno, il Viminale ha riportato che 85 donne sono state uccise in contesti familiari o affettivi.

La situazione in Italia per le donne non è solo caratterizzata dai femminicidi, ma riflette un problema strutturale evidente anche nel gender gap. Recentemente, l’Inps ha evidenziato che, a parità di incarico, le donne guadagnano in media il 25,7% in meno degli uomini. Inoltre, le donne manager percepiscono quasi il 45% in meno rispetto ai loro colleghi maschi. La precarietà del lavoro è più pronunciata per le donne, con meno del 37% di loro che dispone di contratti a tempo indeterminato rispetto a oltre il 63% degli uomini.

Un’indagine dell’Università Cattolica di Milano ha rivelato che, sebbene il tasso di occupazione femminile sia aumentato dal 55% nel 2022 al 56,4% nel 2024, il mercato del lavoro italiano presenta un gender gap del 19,4%, il doppio della media europea.

In un episodio controverso a Latina, è stato affisso uno striscione con il messaggio provocatorio “Donna, quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”, scatenando una reazione da parte del mondo sindacale. La Flc Cgil Frosinone Latina ha descritto l’atto come un segnale di una cultura di guerra e oppressione, chiedendo ai professionisti della scuola di promuovere il rispetto e il disarmo mentale.

In tema di formazione, Gino Cecchettin ha recentemente presentato un progetto formativo per insegnanti di scuola elementare e dell’infanzia, evidenziando l’importanza dell’educazione sessuo-affettiva. Ha criticato il ddl Bongiorno, sostenendo che non si può confondere consenso con silenzio-assenso, e ha espresso la volontà di includere questa educazione come parte del curriculum scolastico.

Laura Mattarella, in un’intervista al Tg3, ha sottolineato la necessità di un profondo cambiamento culturale e sociale per raggiungere una vera parità. Ha affermato che non può esistere un modello maschile al lavoro e uno femminile in casa e ha condiviso l’esperienza di molte donne che hanno pagato il prezzo della maternità sul piano lavorativo.

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