
Domani, una delegazione ristretta di 4-5 parlamentari brasiliani farà visita all’ex deputata detenuta a Rebibbia, tra cui Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente, riporta Attuale.
Il legame tra la destra italiana e quella brasiliana di Jair Bolsonaro si rafforza ulteriormente. La vicenda dell’ex deputata italo-brasiliana Carla Zambelli, in carcere dal 30 luglio su mandato d’arresto dell’Interpol, fa da sfondo a questi sviluppi. Secondo fonti, domani venti parlamentari del PSL, partito dell’ex presidente ultraconservatore, arriveranno in Italia per incontrare vari membri del centrodestra italiano. Durante questi incontri, previsti tra giovedì e venerdì, si discuterà di una questione critica: l’estradizione di Zambelli. In questo contesto, una delegazione più ristretta di 4-5 parlamentari si recherà in visita consolare al carcere di Rebibbia, con Eduardo Bolsonaro incluso nel gruppo. I parlamentari avevano tentato di ottenere un incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ma il ministero ha comunicato di non poter ricevere delegazioni non autorizzate dal parlamento di origine, bloccando così la richiesta di un colloquio significativo proprio con Nordio, che avrà l’ultima parola sull’estradizione.
Perché i venti parlamentari vengono in Italia?
La delegazione intende sollecitare al governo e ai parlamentari italiani, e indirettamente al guardasigilli, di non procedere con l’estradizione di Carla Zambelli, che potrebbe scontare la pena in un Brasile sotto la guida del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, legato alle forze di centrosinistra. I parlamentari, in visita a Roma, appartengono tutti al partito di Jair Bolsonaro, recentemente condannato a 27 anni e 3 mesi di reclusione per aver tentato un colpo di Stato dopo la sconfitta elettorale del 2022. La sentenza è stata emessa dal giudice Alexandre de Moraes, lo stesso che ha firmato il mandato d’arresto di Zambelli, attualmente in carcere per dieci anni per intrusione fraudolenta nel sistema informatico del Consiglio Nazionale della Giustizia (CNJ), in collaborazione con un hacker che aveva inserito un falso mandato d’arresto contro De Moraes stesso.
La lettera filo-bolsonarista con la firma di FdI
Un ulteriore episodio evidenzia i legami tra i filo-bolsonaristi e il centrodestra italiano. Il 20 luglio, Dominik Tarczyński, membro del gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti (ECR), ha inviato una lettera all’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, chiedendo sanzioni contro De Moraes per violazioni dei diritti umani e attacchi alla democrazia in Brasile. Tra i firmatari della lettera figura anche Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia. Questa iniziativa, per il suo significato politico e le ricadute diplomatiche, ha un’importanza notevole.
I rapporti con la Lega
Non è ancora chiaro quali parlamentari italiani incontreranno i deputati brasiliani, ma è evidente che i legami all’interno del centrodestra si sono intensificati negli ultimi anni. Matteo Salvini, leader della Lega, ha sempre espresso ammirazione per Jair Bolsonaro. Già nel 2019, Salvini affermava apertamente durante un evento a Cervia: «Putin è un grande uomo di Stato, Trump una salvezza per gli americani, e Bolsonaro un grande presidente brasiliano». Dopo la condanna di Bolsonaro, Salvini ha espresso la sua solidarietà, dichiarando su X: «Quando non ha più argomenti, la sinistra usa qualsiasi mezzo per attaccare gli avversari politici, a cominciare da quello giudiziario – Non ti fermeranno. Vai, Presidente!».
Non posso credere che questo sia il livello della politica oggi. Sembra una soap opera! Fanno tutto questo trambusto per Carla Zambelli, mentre qui in Italia ci sono problemi ben più gravi. La detenzione e le politiche di estradizione dovrebbero essere trattate con serietà, non con manovre diplomatiche di questo tipo. Che tristezza vedere come si mescolano giustizia e politica…