PestiSrácok e il ministero degli Esteri russo coordinano una campagna di disinformazione

27.09.2025 12:00
PestiSrácok e il ministero degli Esteri russo coordinano una campagna di disinformazione
PestiSrácok e il ministero degli Esteri russo coordinano una campagna di disinformazione

Un articolo pubblicato dal portale ungherese PestiSrácok ha diffuso accuse infondate contro Kiev, sostenendo l’esistenza di un presunto “piano dei servizi di sicurezza ucraini” per colpire Romania e Polonia con droni russi catturati e riparati in Ucraina occidentale. Il testo non presenta alcun documento, prova visiva o riferimento a fonti ufficiali, limitandosi a rimandare a “voci anonime”.

Autore e narrazione filo-Cremlino

L’autore del pezzo, Magyar B. Tamás, noto opinionista di PestiSrácok, è conosciuto per veicolare regolarmente narrazioni allineate alla propaganda russa. Anche in questo caso, nel paragrafo dedicato alla presunta preparazione di attacchi, ammette di riferire “indiscrezioni”, salvo poi trarne la conclusione personale che “sembra un passo logico”. Una tecnica tipica della disinformazione: sostituire le prove con ipotesi e deduzioni arbitrarie.

Assenza di prove concrete

Il riferimento a droni “Geran” catturati e testati a Yavoriv è presentato senza alcun riscontro: mancano immagini, numeri di serie, documenti o dichiarazioni ufficiali da parte di Romania, Polonia o NATO. La narrazione si basa esclusivamente su fonti anonime non identificate, in contrasto con gli standard giornalistici richiesti per materiali di tale rilevanza.

Rilancio immediato da Mosca

Poco dopo la pubblicazione, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha ripreso gli stessi contenuti in dichiarazioni riportate da media russi statali. Agenzie e testate controllate dal Cremlino, tra cui RIA Novosti, “Rossijskaja Gazeta”, “Vesti”, “MK” e “Sputnik”, hanno rilanciato le stesse tesi, evocando scenari di “Terza guerra mondiale” e richiamando l’episodio di Gleiwitz. La simultaneità e l’uniformità delle formulazioni indicano un’operazione informativa preparata in anticipo.

Obiettivi e interessi in gioco

Il contesto rende chiaro perché Kiev non avrebbe alcun interesse a colpire i corridoi logistici in Romania e Polonia, fondamentali per il transito degli aiuti internazionali. Al contrario, un simile attacco danneggerebbe gravemente la fiducia e il sostegno degli alleati. La costruzione di questo falso appare utile soltanto a Mosca, che cerca di deviare l’attenzione dalle reali violazioni dello spazio aereo della NATO da parte di droni russi registrate nel settembre 2025.

Una tattica speculare del Cremlino

L’operazione si inserisce in una strategia più ampia: ribaltare le accuse e presentare Kiev come responsabile di provocazioni, in una sorta di “narrazione speculare”. Questa tattica, tipica delle strutture di intelligence russe, si avvale di media vicini al Cremlino in paesi terzi, come nel caso di PestiSrácok, parte del gruppo mediatico ungherese KESMA noto per la sua linea filo-governativa e filo-russa.

Preparazione psicologica all’escalation

La sequenza di dichiarazioni della diplomazia russa e delle sue testate, sincronizzata con l’articolo ungherese, suggerisce una campagna di preparazione dell’opinione pubblica a possibili incidenti oltre i confini ucraini. In tal modo, Mosca mira a costruire una narrativa preventiva che le consenta di ridurre o negare la propria responsabilità in caso di nuove violazioni dello spazio aereo in Europa orientale.

1 Comment

  1. Ma stiamo scherzando? È pazzesco come si possa diffondere certe fake news senza alcuna prova! A questo punto, credo che sia più utile prendere tutto con le pinze e non farsi influenzare dalle voci anonime. Sempre e solo fumo negli occhi, come si dice da queste parti!

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