Donald Trump celebra Charlie Kirk in un evento storico per la destra americana
NEW YORK – Durante l’orazione funebre per Charlie Kirk, Donald Trump ha dichiarato: «Siamo in un grande stadio, non un’arena, uno stadio bellissimo che ospita 75.000 persone – e con altre decine di migliaia appena fuori gli spalti, negli spazi per seguirci da vicino. Da qui parte il nostro revival». Questo evento, che ha avuto luogo allo State Farm Stadium di Glendale, in Arizona, ha per la prima volta unito l’intero schieramento repubblicano per commemorare la vita di Kirk, il giovane leader della destra Maga, tragicamente ucciso undici giorni fa. La commemorazione ha anche rappresentato un’opportunità per rilanciare l’attenzione politica del Movimento Americano Grande di Trump, in vista delle prossime elezioni di metà mandato, che si terranno tra poco più di un anno, riporta Attuale.
Il funerale ha suscitato interrogativi sul ruolo di un architetto come Peter Eisenman, progettista dello stadio, in un evento che assume un profondo significato politico. Eisenman, noto per la sua inclinazione progressista, si è trovato a riflettere sul suo lavoro trasformato in un simbolo del fervore politico della destra americana, ritenendolo un’ambiguità inaspettata per il suo approccio alla professione.
Trump e il resto della leadership repubblicana hanno reso omaggio a Kirk, ricordando i suoi valori e la sua capacità di dialogo. L’omicida, Tyler Robinson, per motivi personali, ha scatenato una violenza che ha colpito il movimento politico stesso, portando alla ribalta almeno due sfaccettature dell’esperienza contemporanea americana: l’estrema polarizzazione politica e l’intersezione tra arte e attivismo.
Eisenman, che ha compiuto 93 anni, ha condiviso la sua visione sull’utilizzo dello stadio per eventi di questa natura. Nonostante il suo approccio apolitico, egli ha sottolineato che l’architettura trascende la politica. Rivela di essere orgoglioso che un’opera da lui progettata sia stata scelta per una commemorazione di tale portata, affermando: «Vederlo ieri in diretta televisiva colmo di gente mi ha commosso». Tuttavia, ha riconosciuto la specificità dell’evento e il contesto in cui si inserisce, chiarendo che l’arte non dovrebbe essere incatenata da considerazioni ideologiche.
La memorializzazione di Kirk ha sollevato questioni di fondo su come gli spazi pubblici possano riflettere ideologie e movimenti, una tensione evidente nel passaggio dalla pura funzionalità sportiva a un simbolismo politico. Eisenman ha inoltre parlato di esperienze passate con manifestazioni politicamente cariche, come nel caso di un viaggio di esposizione della sua opera in Cina, che fu fermato per motivi politici. La sua storia professionale illustra l’interazione complessa tra architettura e contesto sociale, un ideale che continua a guidare il suo lavoro nel panorama contemporaneo.
La commemorazione di Charlie Kirk ha dunque offerto non solo uno spazio per il lutto, ma ha anche messo in evidenza come gli architetti e i loro progetti possano assumere significati diversi nel tempo e nello spazio, contestualizzando il dialogo continuo tra arte, cultura e politica.
Ma che follia! Un evento così carico di significato politico in uno stadio progettato da un architetto progressista… la situazione è assurda. Si parla di commemorazione, ma sembra più un raduno di propaganda. Non si può negare che la polarizzazione che attraversa gli USA si faccia sentire anche qui! Mi chiedo se l’architettura non dovrebbe rimanere fuori da tutto questo.