Pirati cechi propongono aumento fiscale per russi non residenti

04.09.2025 18:00
Pirati cechi propongono aumento fiscale per russi non residenti
Pirati cechi propongono aumento fiscale per russi non residenti

Il 2 settembre 2025 la Piratská strana, durante la campagna elettorale per la Camera bassa del parlamento ceco, ha avanzato la proposta di aumentare di 68 volte la tassa sugli immobili posseduti da cittadini di Stati considerati ostili, con particolare riferimento ai russi non residenti. La cifra richiama simbolicamente il 1968, anno dell’invasione sovietica della Cecoslovacchia volta a reprimere la “Primavera di Praga”.

Obiettivo: case accessibili e lotta alla speculazione

Secondo i Pirati, l’iniziativa mira a garantire l’accessibilità degli alloggi ai cittadini cechi. Il piano prevede la costruzione di 200.000 nuove abitazioni entro quattro anni, insieme a misure per contrastare la speculazione immobiliare. I rappresentanti del partito hanno sottolineato che molti appartamenti acquistati come investimento da russi non residenti restano vuoti, mentre i giovani cechi faticano a trovare un’abitazione.

Il leader Zdeněk Hřib ha chiarito che la tassa non dovrebbe applicarsi ai cittadini russi che hanno ottenuto asilo politico nella Repubblica Ceca. Al contrario, la misura riguarderebbe in primo luogo i nominativi presenti nelle liste di sanzioni del ministero degli Esteri ceco. Inoltre, i Pirati propongono di introdurre un’imposta maggiorata sui terreni edificabili in zone di costruzione accelerata rimasti inutilizzati.

Dubbi degli esperti

Economisti ed esperti immobiliari hanno accolto la proposta con scetticismo. Secondo loro, né l’ambizioso programma edilizio né l’inasprimento fiscale appaiono facilmente realizzabili. Entrambe le misure, hanno osservato, funzionano più come messaggio elettorale rivolto agli elettori che come strategia concreta e sostenibile.

Contesto: la presenza russa in Repubblica Ceca

Prima dell’invasione russa su vasta scala in Ucraina, Mosca e le sue imprese possedevano ingenti asset in Repubblica Ceca, inclusi terreni, edifici a Praga e Karlovy Vary, uffici, appartamenti, hotel e conti bancari legati a Goszagransobstvennost, l’ente che gestisce i beni statali russi all’estero.

Nel novembre 2023 il governo ceco ha congelato tutti gli asset statali russi sul proprio territorio, bloccando conti finanziari e registri catastali per impedirne la vendita. Le sanzioni non hanno colpito le rappresentanze diplomatiche, ma hanno riguardato tutte le attività commerciali connesse a Mosca.

Dimensione internazionale e possibili scenari politici

Il ministro degli Esteri Jan Lipavský ha dichiarato che gli asset russi in Repubblica Ceca venivano utilizzati per finanziare la guerra contro l’Ucraina e che qualsiasi attività collegata doveva essere interrotta. Tale linea si inserisce nella più ampia politica europea di congelamento dei beni russi, con l’obiettivo di destinarli in futuro alla ricostruzione dell’Ucraina.

Fino a oggi Praga ha dimostrato di non voler sostenere l’economia di uno Stato aggressore. Tuttavia, questa impostazione potrebbe cambiare radicalmente qualora alle elezioni parlamentari del 3-4 ottobre prevalessero partiti populisti, euroscettici o filorussi, come il movimento ANO.

1 Comments

  1. Non riesco a credere che si arrivi a proporre una tassa così alta per i russi non residenti! Certo, è assurdo vedere case vuote mentre tanti cechi fanno fatica a trovare un posto dove vivere… Ma chissà se sarà davvero una soluzione. I politici a volte promettono piani ambiziosi che poi rimangono solo sulla carta.

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