Prato, avviata indagine per ricatto a luci rosse contro ex consigliere FdI Tommaso Cocci

02.10.2025 08:45
Prato, avviata indagine per ricatto a luci rosse contro ex consigliere FdI Tommaso Cocci

Il ricatto a luci rosse coinvolge l’ex consigliere comunale di Prato

Prato, 2 ottobre 2025 – Una serie di accertamenti tecnici è stata avviata per fare luce sul caso del ricatto a luci rosse che ha coinvolto l’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Prato, Tommaso Cocci. Gli accertamenti forensi, in particolare sulle impronte digitali, sono stati disposti dalla procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, con l’obiettivo di individuare la persona responsabile della creazione dei plichi infamanti distribuiti a diversi esponenti politici, in particolare di FdI, con accuse mirate a far ritirare Cocci dalla scena politica, in particolare dalla corsa al consiglio regionale della Toscana in vista delle prossime elezioni, riporta Attuale.

La procura ha richiesto l’acquisizione delle impronte digitali di tutti coloro che hanno maneggiato i plichi e le lettere, per verificare la presenza di impronte ripetute su più buste. Questo lavoro meticoloso richiederà tempo, considerando la quantità di lettere circolate nei mesi scorsi. Tra i destinatari delle lettere vi è anche la deputata di Fratelli d’Italia Chiara La Porta, ora capolista alle elezioni regionali, che ha consegnato il plico alla Digos nel mese di aprile. La Porta ha già collaborato alle indagini fornendo le sue impronte digitali. Tuttavia, le impronte di Giovanni Donzelli non saranno esaminate, dato che non risulta che egli abbia mai maneggiato le lettere né le abbia ricevute.

Il team investigativo si concentrerà quindi sull’identificazione di chiunque abbia toccato le lettere consegnate alla Digos e, successivamente, alla procura. Non si tratterà solamente di membri di Fratelli d’Italia, ma di qualsiasi persona coinvolta, fino a risalire al postino che ha effettuato la consegna. Questo tentativo mira a identificare il responsabile del ricatto ai danni di Cocci. Finora, la procura ha iscritto nel registro degli indagati Claudio Belgiorno, ex consigliere comunale di FdI a Prato, e Andrea Poggianti, vicepresidente del consiglio comunale di Empoli, che ha lasciato FdI nel marzo 2024. I due sono stati auditi dalla procura dopo le perquisizioni effettuate nei loro confronti.

Durante la perquisizione a casa di Belgiorno, gli investigatori hanno trovato due lettere affrancate ma prive di timbro postale. Il politico ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna corrispondenza. Le indagini si sono dirette verso di lui a seguito delle dichiarazioni di Cocci, che non ha nascosto i contrasti vissuti con l’ex collega di partito.

Le lettere contenevano una foto di Cocci nudo allo specchio e accuse di uso di droghe, partecipazione a festini gay (anche con minori), appartenenza alla massoneria (Cocci era stato segretario della loggia Sagittario a Prato) e di fungere da prestanome per un avvocato in cause di immigrazione cinese. Queste affermazioni hanno spinto la procura a condurre indagini approfondite, incluso il controllo negli ambienti massonici per verificare l’origine delle lettere. Le analisi dei supporti informatici sequestrati potrebbero fornire risposte significative.

Domani si terrà un’udienza al Riesame per la restituzione del materiale acquisito durante le perquisizioni. A rivolgersi al tribunale del Riesame sono stati i capi delle logge massoniche coinvolte nelle indagini (tra Prato e Firenze) e Belgiorno, che tuttavia ha rinunciato. Tra il materiale sequestrato ci sono anche elenchi degli appartenenti alle logge.

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