Il Pentagono sta attivamente programmando una serie di operazioni di terra per colpire il sistema difensivo iraniano. Attualmente sono ipotizzate invasioni limitate all’isola di Kharg, un terminale petrolifero cruciale nel Golfo, e in altre aree costiere strategiche. Sebbene i discorsi provenienti dalla Casa Bianca sembrino minacciosi e mirati a costringere Teheran a seguire la via diplomatica, esiste un serio dibattito all’interno dei circoli militari. Secondo il Wall Street Journal, sono attesi nella regione 17.000 soldati «presto» pronti per l’invasione. Il Washington Post riferisce di preparativi per settimane di azioni belliche in Iran, riporta Attuale.
Preparativi per l’invasione
Il passaggio dagli attacchi aerei, che hanno caratterizzato il primo mese di guerra con il dominio aereo degli Stati Uniti e di Israele sopra l’Iran, all’eventuale dispiegamento di truppe a terra comporta sfide e rischi inediti. Funzionari della Difesa, citati in forma anonima da fonti statunitensi, menzionano delle operazioni condotte da forze speciali assieme a fanterie regolari, supportate da un’ampia presenza aerea. Il Pentagono ha aumentato l’uso dei bombardieri strategici, tra cui B-52, B-1 e B-2, basati in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, con operazioni logistiche che richiedono un coordinamento complesso e in cui gli equipaggi sono impegnati per missioni di 12-15 ore.
I velivoli sono equipaggiati con bombe anti-bunker e missili Cruise per declassare le difese dei Pasdaran. I bombardamenti sui target strategici lungo la costa iraniana si intensificano, dove i Guardiani della Rivoluzione hanno posizionato sistemi anti-nave. Recentemente sono stati trasferiti due B-52, aumentando a 23 il numero totale dei bombardieri schierati all’estero, mentre la portaerei Ford è stata costretta a Spalato per riparazioni e sarà sostituita dalla portaerei Bush.
Le esperienze passate e i rischi attuali
Tuttavia, la massiccia mobilitazione di forze non scaccia le memorie delle recenti esperienze difficili, dove le forze armate statunitensi e i loro alleati hanno affrontato gravi difficoltà nella guerriglia. Gli scenari di conflitti passati, dall’Afghanistan all’Iraq, rivelano trappole mortali e attacchi coordinati di combattenti irregolari. Le sfide moderne includono l’uso di droni commerciali, facilmente adattabili per trasportare cariche esplosive e mirati a veicoli militari, navigli o soldati vulnerabili. Le forze statunitensi potrebbero trovarsi in pericolo dalle truppe iraniane che utilizzano droni teleguidati per attaccare le loro forze a Kharg. Le esperienze degli israeliani durante la guerra in Libano nel 2006, dove gli Hezbollah sono stati addestrati a utilizzare tecniche di guerriglia simili, avvertono sulle insidie di tali tattiche, che continuano a rappresentare un significativo ostacolo per le operazioni militari.