Rapporto 2025: Crescita dei Richiedenti Asilo e Sfide nel Sistema di Accoglienza Italiano
ROMA – Alla fine del 2024, il numero di persone in condizione di sradicamento forzato ha raggiunto un record di 123,2 milioni, segnando un aumento del 6% rispetto al 2023. Questa continua crisi globale genera incessanti spostamenti della popolazione, mentre i sistemi di protezione sembrano arretrare, con esternalizzazioni e rimozione della responsabilità politica. Questi dati emergono dal IX Report “Il Diritto d’Asilo” della Fondazione Migrantes, presentato il 9 dicembre a Roma, presso la Pontifica Università Gregoriana, riporta Attuale.
Nel 2025, il numero di persone in fuga risulta in calo, attestandosi a 117,3 milioni, principalmente a causa dei “ritorni” in paesi insicuri. Tre rifugiati su quattro continuano ad essere accolti in paesi a basso o medio reddito, mentre nel solo 2024 si contano 46 milioni di “sfollati climatici”.
In controtendenza, l’Italia ha registrato un aumento storico delle domande di asilo nel 2024, con quasi 159 mila richieste, mentre la media dell’Unione Europea è calata del 13%. Tuttavia, il tasso di dinieghi è allarmante: nel 2024 le Commissioni territoriali hanno negato il 64% delle richieste, contro una media UE del 51%, con un ulteriore aumento al 69,5% nel primo semestre del 2025.
Un report dell’UNHCR evidenzia anche la povertà specifica dei rifugiati in Italia, con il 67% dei beneficiari di protezione internazionale e temporanea che vive in condizioni di povertà relativa, in confronto al 17% degli italiani e al 39,5% dei cittadini extra-UE.
Il Rapporto 2025 si concentra anche sugli Stati Uniti, menzionando la serie di ordini esecutivi dell’amministrazione Trump che hanno stimolato una cultura di paura e sfiducia. Si analizza anche il Patto europeo su migrazione e asilo, che entrerà in vigore a giugno 2026, e prevede procedure accelerate e un’esternalizzazione dei controlli che potrebbero limitare il diritto d’asilo, con conseguenze preoccupanti per i minori non accompagnati.
Il Rapporto segnala la trasformazione della cooperazione internazionale, con l’Aiuto pubblico allo sviluppo che ha perso la sua funzione originaria di riduzione della povertà e ora si allinea a logiche di sicurezza e controllo migratorio.
Un’altra questione centrale è la descrizione del sistema di accoglienza italiano, definito in uno studio come “un’infrastruttura di esclusione”, caratterizzata da marginalità e “zone di non essere”. Qui, i migranti diventano oggetti amministrati, relegati in una condizione di disumanizzazione.
Il Rapporto narra anche esperienze drammatiche come quella di un giovane gambiano, Amadou, la cui vita è segnata da ritardi burocratici e privazioni della libertà, e quella di Miriam, una giovane ivoriana vittima di tratta, che affronta ulteriori forme di violenza normativa. La gestione delle morti lungo le rotte migratorie è descritta come un “orrore senza nome”, evidenziando le carenze nei processi di identificazione.
Il Rapporto 2025 invita istituzioni e società civile a riposizionare il diritto internazionale e il diritto d’asilo al centro delle politiche migratorie. Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, sottolinea l’importanza di riconoscere l’umanità di chi fugge come fondamento della democrazia. “Quando vediamo e sentiamo, è fondamentale prendere posizione e farci vicini”, ha dichiarato.
Il volume “Il diritto d’asilo. Report 2025” (Tau Editrice, 2025) è strutturato in tre parti, con dati statistici dettagliati e contributi da esperti, ed è disponibile in librerie e online.
Non c’è da meravigliarsi se in Italia la situazione è così critica. Le richieste di asilo aumentano ma i dinieghi sono spaventosi!! Come possiamo considerare un paese civile se i rifugiati sono trattati in questo modo? La povertà tra di loro è qualcosa di inaccettabile. Dobbiamo fare di più, davvero.