Il Kirchenasyl in Germania: un rifugio per richiedenti asilo in pericolo
Un movimento di chiese in Germania, attivo da decenni, continua a offrire protezione a richiedenti asilo a rischio di espulsione. Basato su un principio storico che impedisce allo Stato di violare le strutture religiose, questo fenomeno, noto come Kirchenasyl, ha visto nel 2024 ben 2.866 persone beneficiarne, riporta Attuale.
Una delle comunità che pratica il Kirchenasyl è la chiesa luterana della Trinità di Steglitz, situata nella periferia di Berlino. Qui, in stanze condivise, vivono uomini giovani, in gran parte di origine afghana, che dovrebbero essere espulsi dal paese, ma che trovano sicurezza all’interno della chiesa. Molti di loro sono presenti da diversi mesi, senza possibilità di allontanarsi se non in raro occasioni, come brevi passeggiate in un piccolo cortile.
Il pastore Gottfried Martens, 62 anni, ha iniziato a concedere asilo a stranieri nel 2008 ma ha intensificato la sua attività dal 2015, anno in cui la Germania ha accolto centinaia di migliaia di richiedenti asilo, principalmente da Siria, Afghanistan e Iraq. Attualmente, la sua chiesa accoglie unicamente uomini, in quanto non è attrezzata per donne e bambini, i quali per lo più giungono dalla Svezia.
Il motivo per cui molti richiedenti asilo provengono dalla Svezia, un paese europeo considerato sicuro, è legato ai cambiamenti politici recenti. Dall’intesa del 2022 tra il governo svedese e il partito di estrema destra Democratici Svedesi, le politiche sull’accoglienza sono diventate più restrittive, portando a molti dinieghi di asilo per uomini afghani. Inoltre, le espulsioni verso l’Afghanistan sono state sostanzialmente fermate dalla Svezia dal ritorno dei talebani al potere nel 2021. Di conseguenza, chi riceve un ordine di espulsione si trova a vivere in un limbo, senza uno statuto legale chiaro e senza mezzi di sostentamento.
Molti degli ospitati da Martens sono cristiani, che per alcuni si sono convertiti in Europa. Alcuni portano croci come simbolo della loro fede, mentre altri hanno tatuaggi visibili. In Afghanistan, i talebani, considerati estremamente radicali, puniscono la conversione dall’Islam con la morte, il che aumenta il rischio per coloro che tornano nel loro paese di origine. Martens sostiene che è giusto concedere asilo ecclesiastico a queste persone. In passato, ha tentato di ospitare musulmani, ma ha riscontrato che la convivenza era difficile.
Il regolamento di Dublino consente al governo tedesco di rispedire queste persone in Svezia, dove avevano originariamente presentato domanda di asilo, ma tale azione è limitata a un periodo di sei mesi dalla conferma da parte della Svezia della loro presa in carico. Se questa scadenza scade, la Germania assume la responsabilità delle richieste di asilo.
Gli abitanti della chiesa di Steglitz sono ben consapevoli di queste dinamiche e restano al rifugio per tutto il periodo in cui la Svezia dovrebbe occuparsi di loro, evitando di lasciare la chiesa per il timore di essere bloccati. Martens ha attivato una rete di professionisti, disponibili a fornire assistenza, ad esempio, per visite mediche.
Il Kirchenasyl affonda le radici in tradizioni antiche, segno di un’accoglienza cristiana per gli stranieri in difficoltà. In Germania, è stato riscoperto negli anni Ottanta durante un acceso dibattito sulle espulsioni verso paesi insicuri. Tra i primi a ottenere asilo ecclesiastico ci furono famiglie palestinesi a Berlino, che correvano il rischio di essere espulse in Libano, durante uno dei conflitti più violenti della storia.
In un paradosso, l’asilo ecclesiastico non è regolato da alcuna legge; come sottolinea Martens, la polizia non può fare resistenza all’ingresso nelle chiese. Questo privilegio è dovuto al rispetto e all’influenza delle chiese cristiane in Germania, ma non si estende ad altre istituzioni religiose minori, come le moschee.
Nel 2015, le chiese e l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati tedesco (BAMF) hanno stipulato un accordo di collaborazione, richiedendo alle chiese di fornire informazioni sui loro ospiti e prove che un’espulsione metterebbe a rischio la loro vita o la loro salute. Martens afferma che, nonostante le molte minacce ricevute da estremisti di destra e sostenitori dell’Alternative für Deutschland (AfD), non ci sono stati incidenti gravi.
L’importanza di non uscire dagli spazi della chiesa è cruciale. In estate, un giovane afghano è stato arrestato ed espulso dopo essersi recato solo per pochi metri all’esterno del rifugio. Otta di necessità, esiste una rete di supporto per esigenze esterne.
A causa della loro permanenza forzata, la parrocchia ha adattato gli spazi interni della chiesa includendo dormitori, una cucina e aree ricreative come biliardino e palestra per il benessere degli ospiti. La vita quotidiana è rigorosamente organizzata, con tutti tenuti a contribuire alle attività comuni e a seguire corsi di lingua tedesca.
Martens, supportato da volontari, tra cui una psicologa iraniana, ha appreso il farsi per facilitare l’integrazione. Oggi, la sua chiesa offre anche funzioni in farsi, attirando visitatori anche da lontano. Tuttavia, il clima di accoglienza in Germania è cambiato, e l’AfD, ora primo partito nei sondaggi, ha contribuito a una crescente ostilità verso i richiedenti asilo. Politiche più severe per limitare l’immigrazione sono state adottate anche dal governo dell’alleanza CDU-SPD.
Il dibattito sul diritto d’asilo ecclesiastico rimane acceso, con l’AfD che ne chiede l’abolizione. Vari esponenti politici, come Alexander Throm della CDU, hanno sollevato critiche sul ruolo delle chiese, affermando che si schierano dalla parte sbagliata. L’ex ministro dell’Interno Thomas de Maizière ha comparato l’asilo ecclesiastico alla sharia, sottolineando che il diritto religioso non può prevalere sulla legge. Negli anni, diversi religiosi sono stati processati per aver offerto asilo ecclesiastico, ma nessuno è stato condannato.