Presunto caso di spionaggio ungherese all’interno delle istituzioni europee: l’indagine della Commissione Europea
La Commissione Europea è alle prese con un grave caso di presunto spionaggio orchestrato dall’Ungheria, che coinvolge agenti segreti intenti a reclutare funzionari dell’Unione Europea. Secondo un’inchiesta approfondita condotta in collaborazione con vari giornali europei, tra il 2012 e il 2018, i membri dell’intelligence ungherese avrebbero cercato di infiltrarsi nelle istituzioni europee, e in particolare nella Commissione, per ottenere informazioni riservate, riporta Attuale.
Il report rivela che gli agenti operavano sotto la supervisione di Olivér Várhelyi, ex ambasciatore ungherese presso l’Unione Europea, attualmente commissario per la Salute e noto per la sua stretta relazione con il primo ministro ungherese Viktor Orbán, al governo dal 2010. Ciò avviene in un contesto di crescente tensione tra Orbán e le istituzioni europee, a causa di questioni relative alla libertà di stampa e allo Stato di diritto in Ungheria.
In seguito alla diffusione dell’inchiesta, la presidentessa della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’apertura di un’indagine interna. Tuttavia, ha escluso la sospensione di Várhelyi, il quale ha dichiarato di non essere a conoscenza delle attività illegali attribuite al suo entourage.
Secondo le rivelazioni, gli agenti appartenevano all’agenzia di intelligence estera ungherese, l’Információs Hivatal, e il loro obiettivo era raccogliere informazioni cruciali su eventuali decisioni dell’Unione Europea che potessero danneggiare gli interessi del governo ungherese. Durante il periodo in esame, le tensioni tra la Commissione e l’Ungheria erano aumentate significativamente, portando a diverse procedure d’infrazione a causa del deterioramento della democrazia nel paese.
Fonti anonime hanno riferito che i cittadini ungheresi impiegati nella Commissione erano tutti potenziali bersagli per il reclutamento, invocando una strategia di profilazione meticolosa. Altri testimoni, in contatto con i servizi segreti ungheresi, hanno confermato di aver ricevuto approcci e di aver fornito alcune informazioni, ma senza mai accettare formalmente l’offerta di diventare agenti.
Le operazioni di spionaggio sarebbero terminate nel 2018 a causa di violazioni dei protocolli di sicurezza da parte di un agente di nome “V.”, il che ha portato i servizi segreti dell’Unione Europea a intervenire. Gli agenti avrebbero mostrato comportamenti sempre più imprudenti, facilitando la scoperta della rete.
Alcuni funzionari europei descrivono la presenza di un’operazione di spionaggio ungherese come un “segreto di Pulcinella” a Bruxelles, alimentando ulteriori preoccupazioni riguardo l’infiltrazione delle istituzioni comunitarie. Se venissero trovate prove concrete del coinvolgimento di Várhelyi, l’Unione Europea potrebbe procedere alla sua rimozione attraverso diversi canali, inclusi interventi della Corte di giustizia europea o pressioni politiche da parte della Commissione stessa.
La situazione attuale solleva interrogativi sulla fiducia tra gli stati membri e sulle misure necessarie per garantire la sicurezza delle istituzioni europee. In un contesto di crescente autoritarismo in Ungheria, il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles rimane incerto e potenzialmente conflittuale.
E incredibile come l’Ungheria possa giocare a fare il doppio gioco dentro a Bruxelles. Non ci si può fidare di chi ha simili comportamenti, ma mi chiedo: chi ci protegge davvero? Sembrano tutti con le mani occupate… Sarà possibile un futuro sereno?