Prigioni dei miliziani dell’ISIS in Siria: situazione critica con oltre 46mila detenuti e fuga di prigionieri

22.01.2026 15:15
Prigioni dei miliziani dell'ISIS in Siria: situazione critica con oltre 46mila detenuti e fuga di prigionieri

Fuga di prigionieri dall’Al Shaddadi: la crisi delle carceri siriane si aggrava

Negli ultimi giorni, oltre 120 prigionieri sono evasi dalla prigione di Al Shaddadi, situata nel nord-est della Siria. Solo 81 di questi sono stati riacchiusi dalle Forze Democratiche Siriane (SDF), che hanno denunciato il crescente stato di insicurezza nella regione a causa di scontri in corso con l’esercito siriano. La situazione nelle prigioni è critica: attualmente, le SDF hanno affermato di aver lasciato il campo di al Hol, citando l’«indifferenza internazionale» nei confronti della loro causa e l’impossibilità di gestire i detenuti, riporta Attuale.

Le carceri siriane ospitano attualmente più di 46.000 detenuti, molti dei quali sono legati all’ISIS, tra cui circa 8.500 ex combattenti e una grande percentuale di donne e bambini. Le SDF, che fino a poco tempo fa gestivano autonomamente questi centri, ora devono affrontare la minaccia di scontri armati e fughe di massa, complicata dalla recente intesa tra il governo siriano guidato dal presidente Ahmed al Sharaa e i curdi.

Le strutture carcerarie sono state al centro di polemiche internazionali, con numerosi rapporti che evidenziano le condizioni disastrose: mancanza di cibo, acqua e assistenza medica, nonché episodi di violenza e torture. Nei campi, molti bambini, nati qui o cresciuti in un ambiente impregnato dalla dottrina dell’ISIS, sono stati definiti «radicalizzati». Nonostante ciò, nei processi di attuazione della giustizia, i detenuti non hanno mai avuto accesso a un processo regolare.

Negli ultimi anni, diverse organizzazioni non governative hanno messo in evidenza le violazioni dei diritti umani nelle carceri. Le SDF affermano di non avere più il controllo su molti di questi centri, e i timori riguardo a un numero consistente di ex miliziani dell’ISIS che potrebbero tornare liberi rappresentano una diretta minaccia alla sicurezza della regione. In risposta, il governo siriano accusa i curdi di creare instabilità approfittando delle attuali tensioni.

Con la difficile situazione giuridica dei detenuti, la maggior parte dei governi occidentali rifiuta di riprendere i propri cittadini detenuti in Siria, portando a un confronto di responsabilità legale e umanitaria. L’unica nazione che ha mostrato una volontà di rimpatriare i propri cittadini è l’Iraq, il quale sta considerando lo scambio di prigionieri con la Siria, dove è noto che sono incarcerati anche siriani che hanno aderito all’ISIS.

In un contesto di crescente instabilità e di fuga dei detenuti, la crisi delle carceri siriane sembra destinata ad intensificarsi, richiedendo soluzioni rapide e decisive per affrontare una situazione che continua a svelare le criticità di lungo periodo nel settore della sicurezza e dei diritti umani nel paese.

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