Primarie del centrosinistra, Matteo Renzi e Giuseppe Conte discutono di candidati e strategie a Roma

12.04.2026 06:35
Primarie del centrosinistra, Matteo Renzi e Giuseppe Conte discutono di candidati e strategie a Roma

Le primarie del centrosinistra italiane: un percorso obbligato e complicato

Le primarie continuano a essere considerate l’unica opzione per selezionare il candidato premier del Campo largo progressista o di centrosinistra, nonostante stiano diventando un argomento di crescente tensione. Questo è quanto afferma l’ex primo ministro e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante un incontro a Roma con esponenti dell’area liberal-moderata, che auspicherebbero una nuova aggregazione sotto il nome di “Casa riformista”. Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, sostiene l’importanza delle primarie, sottolineando la necessità di una partecipazione attiva sulle questioni programmatiche, pur manifestando preoccupazione per l’aumento dei concorrenti. Questa tensione si riflette anche all’interno del Nazareno, dove si difendono le primarie che hanno portato Elly Schlein alla leadership del partito, nonostante crescano le preoccupazioni riguardo alla competitività di Renzi in un’eventuale elezione aperta, riporta Attuale.

Né Schlein né Conte, beneficiari dei recenti successi, sono disposti a fare concessioni, specialmente a favore di terzi nomi come la neo-eletta sindaca di Genova, Silvia Salis. Le attenzioni sulla Salis non provengono solo dalla componente centrista, che la vedrebbe bene a capo di un’alleanza elettorale, ma anche da movimenti trasversali volti a introdurre una terza figura accanto a Schlein e Conte. Tuttavia, la sindaca non ha gradito questa enfasi mediatica sulla sua disponibilità a guidare la coalizione.

Le primarie, quindi, si configurano come un obbligo e al contempo una fonte di frustrazione. Se, come sostiene Renzi, possono rappresentare un’importante opportunità di mobilitazione, i 5 Stelle hanno avviato la seconda edizione di “Nova”, il loro laboratorio programmatico, con la speranza di portare a un restyling del partito. Tuttavia, mentre Renzi spinge per una candidatura della Salis per unire il fragile centro, Conte avverte contro il focus su nomi specifici: “Se iniziamo a discutere di nomi e cognomi, alimentiamo il personalismo e le divisioni”, afferma il leader 5 Stelle, sottolineando la necessità di concentrarsi sulle questioni programmatiche, poiché le primarie devono significare qualcosa di più di un semplice casting di individui.

Domani, il Partito Democratico si riunirà per discutere la direzione nazionale. Nel frattempo, l’ordine è di “rinviare” e “silenziare”, con proposta di un rinvio di almeno “8 mesi” da parte del deputato Marco Sarracino. Anche il presidente Stefano Bonaccini e gli altri dirigenti dem sembrano propendere per la stessa linea. Tuttavia, pare ci sia consenso sul fatto che la candidata debba essere Schlein. Stabilire la data e le modalità per le primarie potrebbe aiutare a evitare un prolungato stillicidio, che sia necessario procedere o meno con il voto.

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